La Sacra Sindone è un lenzuolo di lino di 4,42 × 1,13 metri, tessuto a "spina di pesce", che reca impressa l'immagine fronte-retro di un uomo torturato e crocifisso. Conservata nella Cappella della Sindone della cattedrale di Torino dal 1578, è la reliquia cristiana più studiata e controversa al mondo. Per i credenti, è il lenzuolo che avvolse il corpo di Gesù dopo la deposizione. Per gli scienziati, è un oggetto medievale di natura tuttora dibattuta.

Nel 1988, una datazione al radiocarbonio effettuata da tre laboratori indipendenti collocò il tessuto tra il 1260 e il 1390 d.C. — con grado di confidenza del 95 %, secoli dopo gli eventi evangelici. La datazione è il dato scientifico più solido sulla Sindone. È stata però contestata, e da allora il dibattito non si è mai chiuso.

La storia documentata

La storia documentaria della Sindone inizia con certezza nel 1357, quando il cavaliere francese Geoffroy de Charny la espose pubblicamente nella collegiata di Lirey, in Champagne. Quattro anni dopo, nel 1361, il vescovo di Troyes Henri de Poitiers dichiarò il telo un falso, sostenendo di aver scoperto chi l'aveva dipinto. Una decisione confermata nel 1389 dal vescovo successore Pierre d'Arcis, in una lettera all'antipapa Clemente VII (consultabile oggi presso la Bibliothèque Nationale di Parigi).

Dopo varie peregrinazioni nelle mani della famiglia de Charny e poi dei Savoia (a partire dal 1453, attraverso la donazione di Margherita de Charny a Ludovico di Savoia), la Sindone fu portata a Chambéry. Nel 1532 un incendio scoppiato nella Sainte-Chapelle di Chambéry la danneggiò gravemente: l'oggetto fu salvato in tempo ma riportò bruciature simmetriche (i triangolari "L" visibili oggi su entrambe le facce, dove l'argento della cassa di custodia si fuse e bucò il tessuto piegato a quattro). Fu in seguito riparata dalle Clarisse di Chambéry con toppe. Nel 1578 fu trasferita a Torino da Emanuele Filiberto di Savoia.

Pretese di esistenza precedente al 1357 sono basate su collegamenti suggestivi ma non documentariamente verificabili — il Mandylion di Edessa menzionato dai bizantini, la Sindone di Costantinopoli visibile nell'XI-XII secolo, e così via. Sono identificazioni problematiche.

L'immagine

L'immagine sulla Sindone è il vero enigma scientifico. Caratteristiche:

  • È un'immagine fotograficamente negativa (le luci e le ombre sono invertite — si vede in positivo solo guardando una foto della Sindone, come scoprì Secondo Pia nel 1898).
  • È un'immagine superficiale: tocca solo le fibrille più esterne del lino (profondità di circa 200 nm).
  • Non ci sono tracce di pigmento riconducibile a una pittura tradizionale (analisi STURP 1978).
  • L'immagine è tridimensionale: presenta un effetto di profondità coerente con un corpo tridimensionale, identificato dall'analisi VP-8 di John Jackson e Eric Jumper (1976).

Tutte queste caratteristiche sono difficili da riprodurre con tecniche pittoriche del XIII-XIV secolo, ma non sono impossibili. Sono state proposte varie tecniche: bassorilievo riscaldato a contatto con il telo, fotogramma camera obscura, scarica elettrica, irradiazione UV protonica.

La datazione del 1988

Nel 1988, dopo dieci anni di negoziazioni, l'Archidiocesi di Torino autorizzò la datazione al radiocarbonio della Sindone. Quattro campioni furono prelevati da un angolo del tessuto (la "zona Raes") e distribuiti a tre laboratori indipendenti — Università dell'Arizona (Tucson), Università di Oxford, ETH Zurigo. I risultati, pubblicati su Nature nell'ottobre 1988, furono concordanti:

  • Tucson: 1304 ± 31 d.C.
  • Oxford: 1200 ± 30 d.C.
  • Zurigo: 1274 ± 24 d.C.

Il risultato combinato, con calibrazione statistica appropriata: 1260-1390 d.C. con 95 % di confidenza. L'intervallo coincide perfettamente con la prima ostensione documentata (1357). La conclusione di Nature: la Sindone è un manufatto medievale.

Le obiezioni alla datazione

I sostenitori dell'autenticità hanno proposto diverse obiezioni:

  • Contaminazione: il campione preso nel 1988 era da una zona "rammendata" del telo dopo l'incendio del 1532, e conteneva fibre di età diversa. Ipotesi proposta da Raymond Rogers (chimico in pensione dei LANL) nel 2005. La proposta è contestata.
  • Contaminazione biologica: muffe e batteri avrebbero alterato il rapporto isotopico del carbonio del tessuto. Le analisi di STURP del 1978 non avevano evidenziato contaminazioni rilevanti.
  • "Effetto del fuoco" del 1532: il calore avrebbe alterato il rapporto C-14/C-12. La fisica esclude questo scenario (la temperatura raggiunta dal tessuto fu di centinaia di gradi, ma non sufficiente a trasmutare radioisotopi).

Ogni obiezione è stata pubblicata in riviste scientifiche e dibattuta. Nessuna è stata accettata dalla comunità del radiocarbonio (Kouznetsov, Trampert, e i tre laboratori originali). La datazione 1260-1390 resta lo standard accettato.

L'ipotesi corrente

L'interpretazione scientifica dominante è che la Sindone sia un manufatto medievale, prodotto tra fine del XIII e XIV secolo, probabilmente come immagine di devozione pasquale per la cattedrale di Lirey. La tecnica di realizzazione resta misteriosa — non perché impossibile, ma perché non è stata ancora replicata in modo dimostrabilmente identico. Vari tentativi (Walter McCrone 1980 con ocra e vermilion; Luigi Garlaschelli 2009 con bassorilievo riscaldato e ossidazione tonale) si avvicinano ma non sono perfetti.

Per la Chiesa cattolica, la Sindone è "icona della Passione" — non oggetto di dogma. La sua venerazione non dipende dall'autenticità storica. Il papa Giovanni Paolo II la definì nel 1998 «specchio del Vangelo».

Aggiornamento — 11 maggio 2026

Nell'agosto 2022 una nuova analisi WAXS (Wide-Angle X-ray Scattering) di una microfibra della Sindone, condotta dall'Istituto di Cristallografia del CNR, ha proposto la datazione al I secolo d.C. La pubblicazione su Heritage ha però ricevuto critiche metodologiche pesanti: WAXS misura il deterioramento delle catene di cellulosa, non l'età assoluta del campione, e la calibrazione dipende fortemente da assunzioni sulle condizioni di conservazione. Ad oggi (maggio 2026), nessun nuovo dato è entrato nel mainstream a sostituire la datazione 1988. La prossima ostensione pubblica della Sindone è prevista nel 2025.

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