Il Triangolo delle Bermude è una regione di forma vagamente triangolare nell'Atlantico settentrionale, delimitata da tre vertici: Miami, San Juan di Porto Rico, e l'isola di Bermuda. Copre circa 1,3 milioni di km² di oceano. È, secondo una leggenda diffusasi dal secondo dopoguerra in poi, una zona di sparizioni anomale di navi e aerei — vittime, secondo le interpretazioni più fantasiose, di campi magnetici aberranti, residui di Atlantide, spirali spazio-temporali, basi UFO sottomarine.

Secondo le statistiche reali, è una zona di sparizioni perfettamente normale.

La nascita della leggenda

L'espressione Bermuda Triangle non è antica. Fu coniata nel febbraio 1964 dal giornalista Vincent Gaddis in un articolo pubblicato sulla rivista pulp Argosy intitolato The Deadly Bermuda Triangle. Gaddis riprendeva una serie di incidenti già precedentemente trattati in articoli isolati — soprattutto la perdita del Volo 19 della Marina USA nel 1945 e la scomparsa del piroscafo USS Cyclops nel 1918 — e li unificava sotto un unico cappello geografico.

Il successo fu istantaneo. Nel 1974 il giornalista Charles Berlitz pubblicò il best-seller The Bermuda Triangle, che vendette venti milioni di copie e generò documentari, romanzi, film e — soprattutto — una leggenda che ancora oggi un terzo della popolazione americana ritiene reale.

I casi celebri

  • USS Cyclops, marzo 1918: nave-collier (rifornitore di carbone) della Marina americana, scomparsa con 309 uomini durante una rotta da Salvador di Bahia a Baltimora. Carico: manganese. Nessun segnale di soccorso. Mai trovata. Causa probabile: sovraccarico, instabilità strutturale (la Cyclops aveva problemi cronici di travi laterali deformate), tempesta. Una nave gemella, la Proteus, affondò con perdita totale per cause simili nel 1941.
  • Volo 19, 5 dicembre 1945: il caso più celebre. Cinque bombardieri-siluranti Grumman TBM Avenger della Marina USA, in esercitazione, persi durante un volo da Fort Lauderdale. Quattordici uomini di equipaggio. Tutti scomparsi. L'aereo di salvataggio inviato (un PBM Mariner) esplose dopo il decollo. Le indagini militari attribuirono il disastro a una concatenazione di errori: bussola difettosa del comandante (Tenente Charles Taylor), tempesta in arrivo, esaurimento del carburante. Una nave petroliera nella zona segnalò una grossa esplosione e una macchia di carburante che fu probabilmente il Mariner. Non c'è mistero: c'è una catastrofe operativa documentata.
  • Star Tiger e Star Ariel, 1948-1949: due Tudor IV, aerei di linea della British South American Airways, scomparsi a distanza di un anno tra Azzorre e Bermuda. Equipaggi e passeggeri persi. Le inchieste ufficiali non identificarono cause definite, ma il modello aveva una storia di problemi di pressurizzazione e di carburante. Furono ritirati dal servizio.
  • Marine Sulphur Queen, 1963: petroliera adibita al trasporto di zolfo fuso, scomparsa nel febbraio 1963 con 39 uomini. Causa probabile: esplosione di vapori di zolfo, oppure cedimento strutturale.

La statistica reale

Già nel 1975 il bibliotecario aeronautico Larry Kusche pubblicò The Bermuda Triangle Mystery — Solved, ricerca documentaria pionieristica in cui andò a verificare uno per uno i casi citati da Berlitz e Gaddis. Le sue scoperte:

  1. Molti casi non erano accaduti nella zona del triangolo (anche se la geografia era stata "estesa" creativamente).
  2. Diversi casi erano stati erroneamente datati (es. mare calmo dichiarato, in realtà tempesta documentata).
  3. In vari casi, l'imbarcazione o l'aereo era stato successivamente ritrovato.
  4. I tassi statistici di sparizione nel Triangolo non sono superiori a quelli di altre rotte intensamente trafficate (Mar Cinese Orientale, Golfo del Bengala, Mare del Nord).

Studi successivi del Lloyd's of London, dell'US Coast Guard e dell'INSURANCE BUREAU hanno tutti confermato la conclusione di Kusche: la frequenza delle perdite navali e aeree nel Triangolo è statisticamente proporzionale al traffico, ai quali si aggiungono fattori naturali ricorrenti — tempeste tropicali frequenti (la zona è dentro la fascia degli uragani caraibici), correnti del Golfo che possono disperdere rapidamente relitti e detriti, profondità oceaniche fino a 8.000 metri (la Fossa di Porto Rico) che inghiottono qualsiasi cosa affondi.

I "campi magnetici"

Una delle voci ricorrenti dell'iconografia Berlitz è che il Triangolo sia una "zona di anomalia magnetica" in cui le bussole impazziscono. Esistono effettivamente due zone al mondo (la "Compass Variation Line" presso il Polo Nord magnetico, e il Mare del Diavolo presso il Giappone) in cui la dichiarazione tra nord magnetico e nord geografico è zero gradi. Il Triangolo delle Bermude non è una di queste. La declinazione magnetica nella zona è di circa 13° ovest, nella norma per l'Atlantico subtropicale, perfettamente correggibile con la normale strumentazione navale.

Aggiornamento — 11 maggio 2026

Nel 2024 il Maritime Safety Information System della Marina USA ha rilasciato i dati 2010-2023 sulle perdite di imbarcazioni nel North Atlantic: il "Triangolo delle Bermude" presenta un tasso di incidenti del 0,011 per milione di transiti, esattamente la media atlantica subtropicale. La leggenda persiste nella cultura popolare, ma matematicamente non c'è nulla di anomalo.

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