Il Manoscritto Voynich è un libro di 240 pagine in pergamena di vitello, illustrato con disegni di piante non identificabili, donne nude che si bagnano in vasche collegate da tubi, costellazioni di stelle disposte in cerchio, scritte in un alfabeto sconosciuto. Datato dall'analisi al radiocarbonio (2009, Università dell'Arizona) tra il 1404 e il 1438, è il libro più studiato e meno decifrato dell'intera storia dei manoscritti europei. Per oltre un secolo, dal momento della sua riscoperta nel 1912 fino agli ultimi tentativi di decifratura nel 2024, nessuna ipotesi di traduzione ha resistito alla verifica indipendente.

La storia conosciuta

Il manoscritto deve il suo nome a Wilfrid Voynich (1865-1930), libraio polacco-americano che lo acquistò nel 1912 da una biblioteca gesuita di Frascati, vicino a Roma, insieme ad altri trenta manoscritti. Il valore commerciale dichiarato dell'acquisto fu di 600 lire dell'epoca, ma Voynich riconobbe immediatamente la singolarità dell'oggetto.

La sua provenienza precedente è ricostruibile parzialmente attraverso una lettera del 1665-66 che accompagnava il manoscritto, scritta dall'astronomo praghese Johannes Marcus Marci e indirizzata al gesuita romano Athanasius Kircher. Marci riferiva che il manoscritto era stato venduto per 600 ducati d'oro all'imperatore Rodolfo II d'Asburgo (regno 1576-1612), grande collezionista di curiosità esoteriche. Rodolfo lo riteneva opera di Roger Bacon, filosofo francescano del XIII secolo. Probabilmente non lo era — Bacon morì nel 1294, e la datazione al radiocarbonio colloca il manoscritto un secolo dopo. Marci lo aveva ricevuto dal suo amico Georg Baresch, alchimista praghese, e a sua volta lo girava a Kircher chiedendogli di tentarne la decifratura. Kircher accettò l'incarico ma non concluse nulla.

Tra il XVII secolo e il 1912, il manoscritto entrò nella biblioteca privata gesuita di Villa Borghese a Frascati. È da lì che Voynich lo recuperò. Dal 1969 è custodito nella Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell'Università di Yale, dove ha codice MS 408.

La struttura

Le 240 pagine sopravvissute (mancano 28 della rilegatura originale) sono organizzate in cinque sezioni tematiche identificate dagli illustrazioni:

  1. Erbaria (pp. 1-66 e 87-102): grandi illustrazioni di piante con il loro testo. Più di 100 specie raffigurate, nessuna definitivamente identificata con flora europea, americana o asiatica nota.
  2. Astronomico (pp. 67-73): pagine con sigilli zodiacali, costellazioni, diagrammi cosmologici a ruota.
  3. Biologico (pp. 75-86): donne nude in vasche collegate da tubature complesse, suggerenti tema di balneoterapia, fertilità o ricette ginecologiche.
  4. Cosmologico (pp. 85-86, pieghevoli): grandi diagrammi a ruote concentriche di funzione enigmatica.
  5. Farmacologico (pp. 99-102): piante miniaturizzate e vasi etichettati, simili a ricettari medievali.
  6. Ricette / sezione finale (pp. 103-116): testo continuo senza illustrazioni, organizzato in brevi paragrafi marcati da stelle.

L'alfabeto Voynich

La scrittura — chiamata "Voynichese" dagli studiosi — consiste in circa 25-35 caratteri diversi a seconda della classificazione. È scritta da sinistra a destra, in righe regolari, senza segni di punteggiatura o paragrafi distinti. Non corrisponde a nessun alfabeto noto.

Le analisi statistiche del testo (Stolfi, Reddy-Knight, Lindemann-Bowern) mostrano:

  • Distribuzione di lunghezza delle parole: simile a quella delle lingue naturali, ma con statistiche più "regolari" del solito (la curva è troppo perfetta).
  • Frequenza di prefissi e suffissi: presenti, suggerendo morfologia.
  • Variazione tra sezioni: alcune parti del manoscritto mostrano frequenze di lettere distintamente diverse, come se ci fossero diversi "linguaggi" o stili in pagine diverse.
  • Legge di Zipf: rispettata, ma in modo "troppo pulito" rispetto alle lingue umane.

Sono tutti segnali che il testo contiene informazione strutturata, non è puro rumore. Ma se è una lingua naturale codificata, un linguaggio costruito, o un trucco glossolalico ingegnoso, è la domanda aperta da un secolo.

Le ipotesi di decifratura

Le proposte di decifratura sono decine, di varia serietà:

  • William Friedman (crittografo USA, anni '40-50): testo costruito con un linguaggio artificiale a priori. Friedman, il più grande criptanalista del Novecento, lavorò sul Voynich per oltre 30 anni senza concludere nulla.
  • Newbold (1921): pretese una traduzione di Roger Bacon, immediatamente confutata.
  • Stephen Bax (2014, Università di Bedfordshire): ha proposto la lettura di 10 parole come nomi di piante e costellazioni in un linguaggio semitico medievale. Tesi non confermata.
  • Gerard Cheshire (2019): proposta di "proto-romanzo" (un dialetto perduto del Mediterraneo). Pubblicata su Romance Studies, ritirata dopo critica massa.
  • Ahmet Ardıç (2020): proposta di "turco antico". Non ha resistito al controllo.

Il consenso attuale

Il manoscritto è autentico — la pergamena è effettivamente del primo Quattrocento, gli inchiostri sono compatibili con tecnologie europee dell'epoca, le caratteristiche fisiche escludono falso novecentesco. Quasi certamente fu prodotto in Italia settentrionale (Lombardia, Veneto) tra il 1404 e il 1438 — la zona dove circolava il maggior numero di manoscritti illustrati erboraio-cosmologici del Quattrocento.

Il contenuto resta misterioso. Le ipotesi serie correnti convergono su tre macro-opzioni: (a) cifratura sofisticata di un testo in lingua europea o levantina, (b) linguaggio costruito a priori a scopo esoterico o meditativo, (c) glossolalia strutturata (parlate in trance, codificate per assomigliare a scrittura).

Aggiornamento — 11 maggio 2026

Nel 2024 un'analisi multispettrale ad alta risoluzione del manoscritto, condotta dalla Beinecke Library in collaborazione con il MIT, ha rivelato sotto le pagine 67 e 86 tracce di precedenti incisioni grafiche poi cancellate, in particolare diagrammi geometrici. Le pubblicazioni preliminari (gennaio 2025) suggeriscono che il manoscritto sia stato rielaborato da un autore unico in due fasi successive. Il significato resta indecifrato. Yale ha lanciato nel 2025 una bounty di 1 milione di dollari per una decifratura verificabile — finora non riscossa.

L'immagine di questo articolo è stata generata con un sistema di intelligenza artificiale. Non è una fotografia: ricostruisce il soggetto, non lo documenta. Il testo è redazionale.

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