La domanda "c'è altra vita nell'universo" è una delle più antiche che gli esseri umani si siano posti, ed è — al momento in cui scriviamo — formalmente senza risposta. Sappiamo da meno di trent'anni che esistono pianeti attorno ad altre stelle (il primo, 51 Pegasi b, fu confermato da Michel Mayor e Didier Queloz nel 1995). Ne conosciamo oggi più di 5.700 confermati. Una parte significativa è in "zona abitabile" — distanze dalla stella compatibili con acqua liquida in superficie. Eppure, per quanto possiamo osservare, l'universo intero è silenzioso. È il Paradosso di Fermi: se la vita è statisticamente probabile, dove sono tutti?

La probabilità della vita

La cornice teorica per stimare quanto sia probabile la vita extraterrestre è l'equazione di Drake, formulata nel 1961 dal radioastronomo Frank Drake. Moltiplica una serie di fattori: il tasso di formazione stellare, la frazione di stelle con pianeti, il numero medio di pianeti abitabili per sistema, la frazione su cui effettivamente si sviluppa vita, la frazione che produce intelligenza, la frazione che produce tecnologia, e la durata di vita di una civiltà tecnologica.

Il problema è che noi conosciamo solo i primi tre fattori con relativa precisione (e li sappiamo essere alti). Gli ultimi quattro sono completamente speculativi — abbiamo un solo dato sperimentale, noi stessi. Le stime contemporanee della densità di civiltà comunicanti nella nostra galassia variano fra zero e milioni a seconda di chi calcola.

La ricerca attiva: SETI e il segnale Wow!

La ricerca scientifica di vita extraterrestre si svolge oggi su tre piani:

  • SETI radio: ascolto del cielo a frequenze radio precise (in particolare la "buchina d'acqua" tra 1420 MHz dell'idrogeno e 1665 MHz dell'idrossile, dove l'universo è più silenzioso). Dal 1960 a oggi, decine di programmi (Project Ozma, Sentinel, Sentinel II, Breakthrough Listen). Un solo segnale anomalo notevole — il "Wow! Signal" del 1977 — mai più rilevato.
  • Atmosfere esopianetarie: analisi spettroscopica dei gas nell'atmosfera dei pianeti che transitano davanti alle loro stelle. Il James Webb Space Telescope dal 2022 sta producendo dati senza precedenti su molecole come ozono, metano, vapore acqueo — possibili "biofirme". Nessuna firma di vita ancora identificata.
  • Esplorazione del Sistema Solare: Marte (rover Perseverance, ricerca di tracce di vita passata in microfossili), le lune di Giove (Europa e i suoi oceani sotterranei) e Saturno (Encelado con i suoi geyser di acqua salata e composti organici). Le missioni Europa Clipper (lancio ottobre 2024) e Dragonfly su Titano (2027) cercheranno tracce.

Avvistamenti UFO: la posizione attuale

Una netta distinzione: la ricerca scientifica di vita extraterrestre non è la stessa cosa degli avvistamenti UFO, che restano per la stragrande maggioranza fenomeni atmosferici, militari, satellitari o psicologici. Nel giugno 2021, dopo decenni di silenzio, il governo statunitense ha pubblicato il Preliminary Assessment: Unidentified Aerial Phenomena: su 144 episodi militari studiati 2004-2021, 143 restavano formalmente non identificati ma senza prove di origine extraterrestre. La nuova denominazione ufficiale è UAP (Unidentified Anomalous Phenomena), e l'AARO (All-domain Anomaly Resolution Office) è l'agenzia del Pentagono istituita nel 2022 per indagarli.

Le audizioni del Congresso USA del luglio 2023 e novembre 2024 hanno raccolto testimonianze controverse di ex militari (David Grusch) su presunti programmi segreti di recupero di velivoli extraterrestri. L'AARO, sul caso Grusch, ha pubblicato nel marzo 2024 una Historical Record Review che esclude evidenze materiali documentabili.

Il Paradosso di Fermi e le sue soluzioni

Le proposte per spiegare il silenzio cosmico sono molte. Le principali:

  1. Rare Earth: la vita complessa è eccezionalmente rara (Ward e Brownlee, 2000). La Terra è fortunata per molteplici motivi (luna stabilizzante, Giove come "scudo" contro asteroidi, tettonica a placche, ecc.).
  2. Great Filter: tra il passaggio chimica-prebiotica → vita semplice → vita complessa → intelligenza → tecnologia, esiste almeno una transizione di probabilità estremamente bassa. Potrebbe essere alle nostre spalle (allora siamo rari ma sopravvissuti) o davanti a noi (allora le civiltà tecnologiche si autodistruggono presto).
  3. Zoo Hypothesis: ci sono civiltà più evolute che ci stanno osservando senza interferire. Non testabile.
  4. Dark Forest (Liu Cixin): le civiltà mature restano silenti per non essere distrutte da civiltà più potenti. Letteratura, non scienza.

Aggiornamento — 11 maggio 2026

Il 12 settembre 2023, lo strumento NIRISS del James Webb ha rilevato nell'atmosfera dell'esopianeta K2-18b (a 124 anni luce, in zona abitabile della stella) firme di metano, CO₂ e — al limite della significatività statistica — di dimetil-solfuro (DMS), molecola che sulla Terra è prodotta esclusivamente da organismi viventi marini. La rilevazione è ancora oggetto di verifica indipendente. Se confermata, sarebbe la prima firma chimica di possibile vita su un altro pianeta. La cautela è massima: serviranno almeno tre cicli di osservazioni indipendenti per la conferma.

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