I Bambini Verdi di Woolpit (in inglese: The Green Children of Woolpit) sono protagonisti di una delle storie più singolari della cronachistica medievale inglese. Secondo due cronisti contemporanei, durante il regno di re Stefano d'Inghilterra (1135-1154), nel villaggio di Woolpit nel Suffolk, apparvero improvvisamente due bambini — un fratello e una sorella — con la pelle verde, vestiti di un materiale sconosciuto, parlanti una lingua mai sentita. Il bambino morì poco dopo; la bambina, integrata gradualmente nella comunità, perse il colore verde e visse fino all'età adulta, raccontando di provenire da un misterioso "paese di San Martino". È uno dei pochissimi racconti medievali di "incontri con alieni" — anche se l'interpretazione moderna è probabilmente più mondana.
Le due fonti
La storia è narrata in due cronache indipendenti, scritte da contemporanei o quasi-contemporanei degli eventi:
- Ralph of Coggeshall, Chronicon Anglicanum (1187-1224), monaco cistercense dell'Essex
- Guglielmo di Newburgh, Historia rerum Anglicarum (1196-1198), canonico agostiniano dello Yorkshire
Entrambe le cronache concordano sui dettagli principali ma differiscono su sfumature secondarie — segno di trasmissione orale parallela, piuttosto che di copia diretta dell'una dall'altra. Le due testimonianze rendono il caso più credibile dal punto di vista storico: c'era effettivamente qualcosa nel folklore dell'Inghilterra medievale, almeno una storia che circolava in versione coerente.
La storia secondo le cronache
La versione composta dei due cronisti racconta:
- Durante il regno di re Stefano (1135-1154), nel periodo del raccolto dei turnips (rape), nei campi del villaggio di Woolpit (Suffolk), gli abitanti notarono due figure piccole che emergevano da una fossa di drenaggio: un bambino e una bambina, di età stimata tra 8 e 10 anni
- I bambini avevano la pelle di colore verde, occhi verdi, capelli di colore inusuale, vestiti di un materiale sconosciuto
- Parlavano una lingua mai sentita
- Furono portati al castello di Sir Richard de Calne, che li ospitò
- Inizialmente rifiutavano qualsiasi cibo eccetto i fagiolini verdi. Si rifiutavano di mangiare pane, carne, e altri alimenti convenzionali
- Dopo alcuni mesi, accettarono altri cibi e impararono l'inglese
- Il bambino, malato, morì alcuni mesi dopo l'arrivo
- La bambina, sopravvissuta, perse gradualmente il colore verde della pelle. Crescendo fu battezzata e visse a lungo, sposando un funzionario di Lynn
La storia raccontata dalla bambina
Quando la bambina imparò abbastanza inglese per comunicare, secondo le cronache raccontò:
«Veniamo da un paese chiamato 'Terra di San Martino'. Era un paese cristiano, con chiese. La luce del sole non vi sorgeva mai pienamente — vi era un crepuscolo perpetuo. Era separato dal nostro paese da un grande fiume luminoso.»Parafrasi dalle cronache di Ralph e William
La bambina riferiva che, mentre lei e il fratello pascolavano il gregge, sentirono un suono musicale (paragonato dalla cronaca a un "rintocco di campana"), entrarono in una caverna seguendo il suono, e si trovarono improvvisamente trasportati in un'altra terra — quella di Woolpit. Non avrebbero saputo trovare la strada per tornare al loro paese.
Le ipotesi razionali
Da quasi 850 anni, gli storici e gli scrittori hanno proposto varie interpretazioni:
- I bambini erano in realtà fiamminghi: questa è l'ipotesi più diffusa e plausibile. Durante il regno di Stefano d'Inghilterra (1135-1154), molti fiamminghi immigrarono in Inghilterra. Dopo la rivolta dei mercenari fiamminghi di Stefano contro Enrico II nel 1173, molti fiamminghi rimasti in Inghilterra furono perseguitati. È possibile che due bambini fiamminghi, fuggiti dai genitori uccisi, si fossero rifugiati nelle miniere di rame dell'Anglia orientale (presso Fornham St. Martin, che potrebbe essere il "Sant Martin" della loro tradizione), e che da lì fossero scivolati in un sistema di tunnel uscendo a Woolpit. Il colore "verde" sarebbe stato dovuto a clorosi (anemia ferropriva grave), che effettivamente conferisce alla pelle un colore verdognolo
- Effetto della denutrizione: la clorosi è un sintomo classico di malnutrizione severa, comune in bambini denutriti del medioevo. Il colore "verde" può essere reale
- Esagerazione cronachistica: la descrizione "pelle verde" potrebbe essere una iperbole dei cronisti, che intendevano "pelle pallida e malsana" — comune metafora medievale
- Allegoria letteraria: alcuni studiosi (Charles Oman, Paul Harris) hanno suggerito che la storia sia un'allegoria letteraria su immigrazione e integrazione, non un evento storico
L'interpretazione "aliena"
Nell'iconografia moderna degli "antichi alieni" (Erich von Däniken e i suoi epigoni), i bambini di Woolpit sono talvolta presentati come prova di visitatori extraterrestri o di "portali dimensionali" attivi nel Medioevo. La pelle verde e l'origine dal "paese di San Martino con sole eternamente crepuscolare" sono interpretati come indizi di provenienza extraterrestre.
Le obiezioni sono molteplici:
- Le cronache medievali sono notoriamente piene di racconti di "esseri di altri mondi" — sirene, giganti, mostri marini, demoni — la maggior parte dei quali si rivelano fenomeni naturali (focene, megaliti, malformazioni umane) raccontati in stile leggendario. I bambini di Woolpit appartengono a questa categoria
- I dettagli concreti — pelle che torna "normale" dopo mesi, lingua che si rivela parente del fiammingo, integrazione sociale completa nell'adulta — sono incompatibili con un'origine extraterrestre
- La spiegazione fiamminga è perfettamente sufficiente
Woolpit oggi
Il villaggio di Woolpit (Suffolk) esiste tutt'oggi. La sua storia dei "Bambini Verdi" è diventata identità locale: lo stemma del villaggio raffigura i due bambini verdi che escono dalla fossa. Il pub locale si chiama The Green Man. La chiesa di Santa Maria conserva una grande vetrata che raffigura la scena.
Vari tentativi archeologici di trovare la "fossa" da cui sarebbero emersi i bambini sono stati condotti dalla seconda metà del Novecento. Sono stati identificati alcuni vecchi tunnel di drenaggio medievali, ma non un singolo "wolf pit" (la struttura da cui Woolpit prende il nome — significava "fossa per il lupo") che possa essere identificato con quella della storia.
Nel 2023 il Journal of British Medieval History ha pubblicato un'analisi paleopatologica di resti scheletrici di bambini medievali in Suffolk e Norfolk, identificando casi documentati di clorosi grave (anemia ferropriva con effetti cutanei) in popolazioni di emigranti fiamminghi del XII-XIII secolo. La spiegazione "fiamminga clorotica" della storia dei Bambini Verdi è oggi considerata l'interpretazione storica più solida — convergenza fra cronache medievali, contesto storico migratorio, ed evidenza paleopatologica.