La storia che sto per raccontarvi mette insieme due dei caratteri principali di un romanzo davventura: un tesoro favoloso mai ritrovato e un codice che nessuno mai riuscito a decriptare che indica il luogo esatto della sepoltura del tesoro; ma oggi non vi racconteremo la trama di un romanzo, bens una storia realmente accaduta.nIl XIX secolo fu profondamente segnato dalla febbre delloro che coinvolse gli Stati Uniti e buona parte degli stati europei. Questa corsa alloro fu un periodo di febbrile attività e anche di migrazione di lavoratori in alcune aree dell'America dellOvest, nelle quali vennero scoperti notevoli quantità di oro sfruttabili commercialmente.nNei primi del XIX secolo anche un certo Thomas Beale part da Lynchburg, in Virginia, per andare a cercare fortuna nel famoso West; fortuna che arriv inaspettata. Infatti, nel 1817, Beale ed il suo gruppo formato da 30 uomini seguivano una mandria di bisonti a circa 400 chilometri a nord di Santa Fe (New Mexico). Si accamparono per la notte in una zona protetta, forse un fossato, quando la luce del fuoco fece brillare qualcosa nelle rocce circostanti: oro in abbondanza. Per oltre un anno e mezzo Beale e gli altri scavarono e recuperarono oro e argento in gran quantità, riuscendo a mettere da parte due tonnellate di oro e una di argento.nTornato in Virginia, qualche anno dopo, sotterr limmensa fortuna nella contea di Bedford e consegn ad un oste di sua fiducia, Robert Morris, una cassetta metallica chiusa, facendosi promettere da questultimo di custodirla e non aprirla per nessuna ragione almeno per i 10 anni successivi, poiché conteneva documenti importanti e di inestimabile valore. Beale diede a Morris istruzioni precise: la cassetta andava aperta solo se non fosse più venuto nessuno a reclamarla per 10 anni, durante i quali loste avrebbe ricevuto una chiave per posta, per poter comprendere il significato del contenuto della cassetta. Sistemata questa faccenda, Beale ripart per il New Messico in cerca di altro oro e non fece mai più ritorno. Passarono molti anni e Morris, non avendo ricevuto notizie di Beale, né tantomeno della chiave, apr la cassetta: trovo tre foglietti pieni di cifre, senza alcun significato apparente. Da una lettera di Beale che ne illustrava il contenuto, loste pot comprendere che il primo foglio avrebbe dovuto descrivere lesatta ubicazione dellimmenso tesoro, il secondo il contenuto di questultimo e infine il terzo i nomi dei beneficiari di quelle ricchezze, tra cui, in piccola parte, lo stesso Morris. Questo si mise al lavoro per risolvere i crittogrammi ma non ci riusc. Dopo diversi anni e inutili tentativi, divise il segreto con James B. Ward, della contea di Campbell in Virginia, che tent a sua volta di risolvere lenigma. Ward, non si sa come, riusc a collegare i crittogrammi del secondo foglio con le parole contenute nella Dichiarazione dIndipendenza Americana, svelandone così il contenuto: Ho depositato nella contea di Bedford, a circa quattro miglia da Bufords, in una fossa, o cripta, sei piedi sotto la superficie del suolo, i seguenti articoli, appartenenti nel loro insieme alle parti i cui nomi sono forniti nellallegato 3: il primo deposito consistito in mille e quattordici libbre doro, e in tremilaottocentododici libbre dargento, depositate nel novembre 1819. Il secondo stato effettuato nel dicembre 1821, ed consistito in millenovecentosette libbre doro, e milleduecentottantotto libbre dargento; nonch in gioielli acquistati a St. Louis in cambio dellargento per economia di trasporto, valutati 13.000 dollari. Quanto sopra conservato in modo sicuro in recipienti di ferro, con coperchi di ferro. La cripta rozzamente rivestita di pietre, mentre i recipienti poggiano su solide pietre, e sono coperti da altre. Il foglio numero 1 descrive lubicazione esatta della cripta, cosicch trovarla non comporter nessuna difficoltà.nNessuno mai riuscito a codificare gli altri due fogli, perci probabilmente nessuno stato in grado di ritrovare il fantastico tesoro.nNel 1885, dopo anni di tentativi, Ward decise di pubblicare il tutto nella speranza di offrire la possibilità ad altri curiosi o esperti di risolvere lenigma, ma non valse a nulla. Nemmeno esperti del calibro di Herbert O. Yardley, fondatore dellU.S. Cipher Bureau (Ufficio Cifre degli Stati Uniti) e nemmeno William Friedman, uno dei migliori crittoanalisti americani riuscirono nellintento. Dovettero desistere, in tempi più recenti, anche i crittoanalisti informatici, che non riuscirono a decifrare i messaggi nemmeno con luso dei computer appositamente concepiti per questo. Sono stati presi a chiave tutti i testi più famosi (la Bibbia, la Costituzione americana, la Magna Carta, e altri) ma senza il minimo successo. La spiegazione di questi insuccessi potrebbe essere semplice: probabilmente la chiave di cui parlava Beale, che avrebbe consentito di decodificare il contenuto della cassetta, era un testo da lui stesso redatto che avrebbe reso impossibile a chiunque non avesse il testo la decodifica.nAlcuni hanno avanzato lipotesi che si trattasse di una bufala o di una truffa ben architettata, ma non si ancora ben compreso ai danni di chi e a che pro.nPurtroppo nulla si sa quindi di questa chiave e il mistero dietro al codice Beale e al suo tesoro resta ancora fittissimo.nnFonte per le immagini: Wikipedia, Wikimedia

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