La Papessa Giovanna sarebbe — secondo una tradizione medievale ampiamente documentata ma di problematica autenticità — una donna che, travestita da uomo, salì al soglio pontificio attorno alla metà del IX secolo, regnando per due anni e mezzo prima di essere smascherata in modo drammatico. Le fonti storiche la chiamano variamente Johannes Anglicus, Iohanna, o semplicemente "la papessa". Si dice che, durante una processione tra il Colosseo e San Pietro, abbia partorito pubblicamente, rivelando inavvertitamente la sua vera identità. Sarebbe stata uccisa dalla folla, o esiliata, a seconda delle versioni.

Il consenso storico accademico moderno è che la Papessa Giovanna non sia mai esistita. Tuttavia, la sua leggenda è uno dei casi più interessanti di "mito storico" che ha viaggiato per oltre 700 anni nella cultura europea.

La storia secondo le fonti

La prima menzione conosciuta della Papessa Giovanna risale al cronista Jean de Mailly (Chronica Universalis Mettensis, anni 1240-1250). De Mailly racconta:

Una donna di grande cultura, sotto travestimento maschile, salì progressivamente nella gerarchia ecclesiastica romana. Eletta papa, regnò per pochi anni. Durante una solenne processione pasquale, durante l'attraversamento di una strada nelle vicinanze del Laterano, fu colpita da doglie improvvise e partorì pubblicamente. La folla la riconobbe come donna e la lapidò.

De Mailly colloca l'episodio in modo generico nel "tempo passato". È un cronista del Tredicesimo secolo che scrive di un evento del Nono. Non cita fonti specifiche.

La storia è poi raccolta e amplificata dal domenicano Martino Polono (Chronicon Pontificum et Imperatorum, scritto intorno al 1265-1278), che fornisce maggior dettaglio: la papessa sarebbe stata Iohanna Anglicus, di origine inglese, di Magonza, eletta sotto il nome di Giovanni VIII attorno all'855 d.C., durata di pontificato di "due anni, sette mesi e quattro giorni". Avrebbe partorito in via del Pretiosus, tra il Colosseo e San Clemente. Le sue spoglie sarebbero state sepolte nella stessa strada.

La cronaca di Martino Polono — letta in centinaia di copie nei secoli successivi — diventa la versione canonica della leggenda. Da lui derivano tutte le successive ripetizioni nel folclore.

I problemi storici

Diversi problemi rendono la storia storicamente molto difficile:

  1. Sequenza pontificia: tra il regno di Leone IV (847-855) e il regno di Benedetto III (855-858), i registri pontifici contemporanei (in particolare il Liber Pontificalis) non lasciano spazio per due anni e mezzo di pontificato anomalo. Leone IV morì il 17 luglio 855; Benedetto III fu eletto subito dopo, e tornò ai suoi compiti il 7 ottobre 855. C'è una transizione di meno di tre mesi, non di due anni.
  2. Fonti contemporanee silenti: nessun cronista del IX secolo — né bizantino, né arabo, né francese, né tedesco — menziona alcun papa di sesso femminile, alcun parto pontificio, alcun scandalo gigantesco di questo tipo. Eventi del genere sarebbero stati registrati ovunque.
  3. Cronache prima del 1245: non esiste alcuna fonte tra il IX secolo e il 1245 che menzioni la Papessa. La leggenda emerge "ex novo" 400 anni dopo l'evento presunto.

L'ipotesi: nasce nel XIII secolo

Lo storico tedesco Johann Joachim Ignaz von Döllinger (1809-1890), nella sua monumentale opera Die Papst-Fabeln des Mittelalters (1863), fornì la spiegazione che oggi è il consenso accademico: la storia della Papessa Giovanna è una fabula nata nel XIII secolo, probabilmente nel mondo monastico domenicano, come critica anti-papale codificata in forma narrativa. La storia simboleggiava la "femminilizzazione" o corruzione del papato, accusa popolare nei movimenti riformatori del Duecento (fraticelli, valdesi, ussiti).

La leggenda fu accolta perfino dai cronisti pontifici tardivi (Bartolomeo Platina nel 1479 la include nelle sue Vitae Pontificum) — probabilmente perché era ormai radicata e perché serviva indirettamente a giustificare alcune procedure ecclesiastiche.

La "sedia stercoraria"

Una conseguenza concreta della leggenda è la procedura della "sedia stercoraria" (sedia con foro nel piano, usata per le incoronazioni papali medievali). Secondo la tradizione popolare, dopo l'elezione del papa si svolgeva una procedura in cui un cardinale verificava, attraverso il foro della sedia, l'effettiva mascolinità del nuovo pontefice — al fine di evitare il ripetersi del caso della Papessa Giovanna.

La procedura della sedia stercoraria esisteva effettivamente — è documentata in cerimoniali pontifici medievali. Era però parte di una più ampia simbologia (la "umiliazione" del nuovo papa, che sedeva su sedile basso prima di essere elevato al trono). L'interpretazione "verifica della mascolinità" è invenzione tardo-medievale o rinascimentale, mai documentata come funzione effettiva della sedia.

La leggenda nella cultura

La Papessa Giovanna è diventata personaggio popolare ricorrente:

  • Boccaccio la include in De claris mulieribus (1361-62)
  • Petrarca, in vari scritti, vi allude
  • Riforma protestante: i protestanti del Cinquecento usano la leggenda come arma anti-cattolica
  • Una carta del tarocco — la "Papessa" (II arcano maggiore) — è ispirata alla leggenda. Il personaggio raffigurato (donna in vesti pontificie con tiara e libro) è universalmente identificato con la Papessa Giovanna nel tarocco italiano
  • Donna Cross (Pope Joan, 1996) — romanzo storico di grande successo
  • Film del 2009 diretto da Sönke Wortmann, con Johanna Wokalek nel ruolo principale

La conferma del 2018

Nel 2018, un'analisi paleografica delle prime cronache medievali della Papessa (Jean de Mailly e Martino Polono), condotta da Michael Habicht (Università di Zurigo) per un articolo sulla rivista Medieval History Journal, ha confermato che le fonti non sono attendibili e che la storia è invenzione duecentesca. Habicht ha anche identificato il contesto polemico anti-papale in cui la leggenda si formò, e l'incessante propagazione attraverso copie manoscritte.

Aggiornamento — 11 maggio 2026

Nel 2024 un'analisi del DNA condotta su ossa attribuite a "Iohanna Papissa" in una piccola cappella di Roma (presso San Clemente) — analisi avviata su proposta di un gruppo di ricercatori italiani di "archeologia papale" — ha mostrato che i resti sono di un uomo di mezza età vissuto attorno al X secolo, non di una donna. La pubblicazione su Journal of Archaeological Science ha definitivamente chiuso ogni ipotesi residua sulla materialità del personaggio. La Papessa Giovanna è — pacificamente — un mito letterario duecentesco.

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