Il Loch Ness è un lago glaciale lungo 37 km, profondo 230 metri al massimo, che attraversa le Highlands scozzesi lungo la faglia geologica del Great Glen, tra Inverness a nord-est e Fort Augustus a sud-ovest. Le sue acque, scure di torba in sospensione, contengono più acqua dolce di tutti i laghi di Inghilterra e Galles messi insieme. È un lago profondo, freddo, antico, perfetto per nascondere segreti.

Da quasi un secolo, milioni di turisti vi cercano Nessie — il "mostro del Loch Ness", creatura di cui esistono migliaia di avvistamenti e ancora zero prove scientifiche.

La nascita del mito moderno

I racconti di "kelpie" e creature acquatiche scozzesi sono medievali. La Vita Columbae di Adamnano (VII secolo) racconta che San Colombano nel 565 d.C. fermò una bestia acquatica nel fiume Ness costringendola con la croce. Ma sono leggende generiche di folklore acquatico, non specifiche per il Loch Ness.

La vera nascita del mito di Nessie avviene tra il 1933 e il 1934. Nel maggio 1933, l'Inverness Courier pubblica un'intervista a una coppia, John e Aldie Mackay, che afferma di aver visto "un'enorme bestia" rotolare nelle acque del lago mentre attraversavano in auto la nuova strada A82 (appena aperta). L'articolo è scritto dal giornalista Alex Campbell e usa per primo il termine monster. Da quel momento, gli avvistamenti si moltiplicano.

Il Surgeon's Photograph

Il 21 aprile 1934 il Daily Mail pubblica la fotografia più famosa di Nessie: un collo serpentiforme che emerge dall'acqua, attribuita al ginecologo londinese Robert Kenneth Wilson — da cui il nome popolare di Surgeon's Photograph. Per sessant'anni la foto rimane l'icona del mostro e prova principale dell'esistenza di Nessie.

Nel 1994, due ricercatori — Alastair Boyd e David Martin — pubblicano una confessione raccolta a fine vita da Christian Spurling, figliastro del cineasta Marmaduke Wetherell. Wetherell, dopo essere stato disonorato pubblicamente dal Daily Mail per un precedente articolo errato su orme di Nessie, si era vendicato fabbricando la celebre foto: un piccolo modello di legno e mastice montato su un sottomarino giocattolo, fotografato da un'angolatura che ne enfatizzava la dimensione. Spurling lo confermò. Wilson era solo un prestanome. Il Surgeon's Photograph era una bufala fin dall'inizio.

Sonar e ricerche scientifiche

Dagli anni Sessanta, decine di spedizioni scientifiche hanno scandagliato il Loch Ness. La Loch Ness Investigation Bureau (1962-1972) installò camere subacquee permanenti. La Operation Deepscan (1987) coordinò 24 imbarcazioni dotate di sonar che attraversarono il lago in formazione, ottenendo alcuni "contatti" non identificati a profondità intermedie ma nessuna conferma morfologica. Spedizioni successive — quelle dirette da Adrian Shine della Loch Ness Project dal 1973 — hanno mappato il lago al centimetro, escludendo strutture sotterranee sconosciute o relitti rilevanti.

Tra le spiegazioni alternative agli "avvistamenti" plausibili (le persone vedono qualcosa, ma cosa?):

  • Tronchi sommersi: il Loch Ness ha sulle rive abeti scozzesi caduti che galleggiano sommersi per anni prima di affiorare bruscamente quando l'azoto liberato dalla decomposizione li fa risalire. Possono assumere sagome che imitano teste e colli.
  • Onde sismiche: il Great Glen Fault è ancora geologicamente attivo, e onde irregolari di Schiff possono creare effetti ottici di "creatura che sbuffa".
  • Animali noti: salmoni atlantici di taglia massima (1,5 m), lontre, foche occasionalmente penetrate dal fiume Ness, anatre, cormorani. L'illusione prospettica e la nebbia tipica del lago amplificano molto le dimensioni percepite.
  • Pareidolia: il cervello umano è ottimizzato per identificare facce e forme animali anche dove non ci sono — è un fenomeno noto.

L'ipotesi plesiosauro

La proposta classica del cripto-zoologo Tim Dinsdale (anni '60) era che Nessie fosse un plesiosauro sopravvissuto, sfuggito all'estinzione del Cretaceo. La proposta è oggi quasi universalmente respinta:

  1. I plesiosauri erano rettili a sangue freddo: il Loch Ness è troppo freddo (5-13 °C) perché vi sopravvivano.
  2. La popolazione minima per la riproduzione di una specie è di alcune decine di individui. In un lago piccolo come il Loch Ness una popolazione visibile sarebbe stata documentata.
  3. I plesiosauri non potevano flettere il collo verso l'alto, contrariamente a quanto suggeriscono le illustrazioni dei tabloid (Henderson, 2006). I "colli serpentiformi" delle foto sono biomeccanicamente impossibili.
  4. Il Loch Ness si è formato solo 10.000 anni fa, dopo l'ultima glaciazione. Una sopravvivenza dal Cretaceo (66 milioni di anni fa) avrebbe richiesto un rifugio precedente da qualche parte. Non ce n'è traccia.

Lo studio del DNA ambientale

Nel 2018 il genetista neozelandese Neil Gemmell dell'Università di Otago ha condotto la più ambiziosa indagine eDNA mai effettuata su un lago. Sono stati raccolti 250 campioni d'acqua a varie profondità e analizzati per tracce di DNA mitocondriale di tutti gli organismi viventi nel lago. I risultati, pubblicati a settembre 2019, identificarono ogni specie nota — pesci, lontre, batteri — ma nessuna traccia di rettili o di sequenze sconosciute. La conclusione di Gemmell: nessun plesiosauro, nessuna salamandra gigante, nessun rettile sconosciuto. Una grande quantità di DNA di anguille europee (Anguilla anguilla), che possono raggiungere il metro e mezzo, è stata identificata. La tesi più probabile dietro alcuni avvistamenti è quella di anguille particolarmente grandi.

Aggiornamento — 11 maggio 2026

Nell'agosto 2023 la Loch Ness Centre di Drumnadrochit ha organizzato la "Quest", la più grande caccia a Nessie da cinquant'anni: 200 volontari, droni termici, idrofoni, sonar multibeam. Furono registrati alcuni segnali acustici insoliti, ma nessuno è risultato attribuibile a un grande animale sconosciuto. Il mistero — pur senza più alcuna ragionevole base biologica — sostiene un'industria turistica di circa 41 milioni di sterline annue.

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