Il colonnello Percy Harrison Fawcett (1867-1925?) fu uno degli esploratori britannici più singolari del primo Novecento. Ufficiale del genio reale, agrimensore, archeologo amatoriale, era convinto dell'esistenza di una città perduta dell'Amazzonia — la quale, chiamata da lui semplicemente "Z", sarebbe stata il resto di un'avanzata civiltà pre-colombiana scomparsa. Nel maggio 1925, Fawcett entrò nella giungla amazzonica brasiliana del Mato Grosso, accompagnato dal figlio Jack e dall'amico Raleigh Rimell. Nessuno dei tre fu mai più visto. La loro sparizione divenne uno dei più celebri misteri dell'esplorazione del Novecento.

Le credenze di Fawcett

Fawcett aveva trascorso oltre vent'anni in Sud America come agrimensore dell'esercito britannico (era stato impiegato dalla Bolivia per definire i confini con il Brasile, 1906-1924). Aveva visitato decine di siti archeologici e parlato con tribù autoctone, accumulando convinzioni progressive:

  • L'Amazzonia non era — come si pensava all'epoca — sempre stata foresta vergine, ma aveva ospitato in passato civilità sofisticate
  • Esisterebbe una città perduta, "Z", nel cuore del Mato Grosso brasiliano
  • Z conserverebbe ancora un centro di sapienza, dotato di tecnologie avanzate e di una linea di comunicazione "energetica" mondiale
  • Z era forse l'origine di Atlantide, o sua sopravvivenza, o complemento

Fawcett combinava in modo originale archeologia empirica (alcune sue intuizioni sull'Amazzonia precolombiana sono oggi confermate dalla ricerca contemporanea — vedi sotto) e speculazione esoterica (la rete di "civiltà perdute" mondiale era idea derivata dai testi di Helena Blavatsky e della Teosofia).

La spedizione del 1925

Dopo varie spedizioni preliminari (1906, 1908, 1910, 1911, 1914, 1920), Fawcett organizzò la spedizione definitiva nel 1925. Con lui c'erano il figlio Jack Fawcett (21 anni) e l'amico Raleigh Rimell (anch'egli giovane). Il finanziamento era stato fornito dalla Royal Geographical Society di Londra e da editori di giornali americani che avevano comprato i diritti dei dispacci di reportage.

Il 20 aprile 1925, i tre lasciarono Cuiabá (capitale del Mato Grosso) con muli, provviste per sei mesi, e una piccola spedizione di guide locali. Il 29 maggio 1925, dopo aver attraversato il Rio Xingu, Fawcett inviò la sua ultima lettera-dispaccio dalla zona del villaggio di Dead Horse Camp:

«Saremo fuori contatto per circa cinque mesi. Non potrete avere notizie di noi. Non c'è alcun pericolo reale. Buoni saluti, P. H. Fawcett.»Ultima lettera di Fawcett, 29 maggio 1925

Da quel momento, Fawcett, suo figlio e Rimell scomparvero. Non emersero più — vivi o morti — dalla giungla.

Le spedizioni di ricerca

Tra il 1928 e il 1996, oltre 13 spedizioni di ricerca furono organizzate per trovare Fawcett. La più nota fu quella del 1928 di George Dyott, che ricostruì il percorso fino a un certo punto, ma trovò solo testimonianze frammentarie dagli indios Kalapalo.

Le testimonianze degli indios — raccolte da varie spedizioni — convergono su una versione: i tre esploratori avrebbero raggiunto i territori dei Kalapalo (gruppo indigeno del Mato Grosso), avrebbero offeso un capo locale rifiutando di rispettare un protocollo cerimoniale o tentando di entrare in un territorio sacro, e sarebbero stati uccisi dai guerrieri Kalapalo. I corpi sarebbero stati gettati in un fiume o sepolti in luogo ignoto.

La versione, anche se plausibile, non è confermata definitivamente. Vari resti umani (ossa) recuperati nel Mato Grosso nel corso del Novecento sono stati attribuiti a Fawcett, ma le analisi del DNA (effettuate nei primi anni 2000) li hanno tutti escluso.

L'archeologia moderna dell'Amazzonia

L'aspetto più interessante della storia di Fawcett è che alcune sue intuizioni erano corrette. Per quasi un secolo, l'idea che l'Amazzonia avesse ospitato civiltà sofisticate era considerata stravagante: la giungla densa, l'umidità, le malattie tropicali e l'insufficienza di pietra da costruzione (l'argilla è il principale materiale disponibile) sembravano incompatibili con civiltà tecnologicamente avanzate.

A partire dagli anni '90, ricerche archeologiche sistematiche (Anna Roosevelt, Michael Heckenberger, e altri) hanno cambiato radicalmente questo quadro. Sono stati identificati nel Mato Grosso e nell'Amazzonia brasiliana:

  • Complessi geometrici giganteschi: piazze cerimoniali, viali rettilinei, sistemi di canali che si estendono per chilometri (visibili soprattutto da aerei e satelliti)
  • Resti di "città-stato" del periodo precolombiano: il sito di Kuhikugu (Mato Grosso) presenta complessi di 1.000-1.500 abitanti che fioriscono tra il 1200 e il 1500 d.C.
  • Terra pretas: terreni fertili artificiali (terra antropogenica nera) creati dalle popolazioni amazzoniche pre-colombiane per coltivare in suoli che altrimenti sarebbero stati infertili
  • Sistemi agricoli sofisticati: campi rialzati, piantagioni di palma multifunzione, aquacolture

La popolazione amazzonica pre-colombiana è ora stimata in 5-10 milioni di abitanti, distribuiti in centinaia di gruppi etnici, alcuni organizzati in complesse strutture sociali. La fitta foresta che troviamo oggi nell'Amazzonia è in parte conseguenza dello sterminio epidemico (sifilide, vaiolo, morbillo introdotti dagli europei) della popolazione nativa nei secoli XVI-XVIII: la giungla si espanse dopo il collasso della civiltà che la coltivava.

Z esisteva?

La risposta è ambigua. Fawcett non aveva ragione su Z come singola città perduta con tecnologia avanzata e centro di sapienza esoterica — non c'è alcuna evidenza di un sito del genere. Aveva ragione, però, sul fatto che l'Amazzonia ospitava civilità complesse, che lasciarono tracce ancora oggi rintracciabili. Le "città di Z" sono i siti come Kuhikugu, certamente non quelli che lui immaginava ma reali.

Il libro di David Grann The Lost City of Z (2009) ha riportato in voga la storia di Fawcett presentandola in chiave più moderna e archeologicamente informata. Nel 2017, il film omonimo di James Gray (con Charlie Hunnam come Fawcett) ha dato al caso una nuova visibilità internazionale.

Aggiornamento — 12 maggio 2026

Nel 2024 il progetto Ground Truthing the Amazon dell'Università di San Paolo ha pubblicato i risultati di una vasta indagine LiDAR aerea sul Mato Grosso meridionale, identificando 412 nuovi siti archeologici pre-colombiani. Alcuni di questi siti sono molto vicini al percorso ipotetico di Fawcett del 1925. Fawcett era nella zona giusta — non ha trovato la "città" perché era già archeologicamente sepolta da secoli di foresta.

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