Per quasi tre secoli, dalla metà del Cinquecento alla metà dell'Ottocento, ondate di esploratori europei — spagnoli, inglesi, tedeschi, italiani — si addentrarono nelle Ande, nell'Amazzonia, negli altipiani dell'Orinoco alla ricerca di un regno favoloso: El Dorado, la "città dell'oro". Centinaia di spedizioni, migliaia di morti, tonnellate di equipaggiamento perso nelle giungle. La città dorata non fu mai trovata. Ma l'ossessione la creò, perché ogni nuova mancanza spostava il miraggio un po' più in là.
Eppure El Dorado, in origine, non era una città. Era un uomo.
Il rito di Guatavita
Tra il 1535 e il 1538, le prime spedizioni spagnole nei territori dei Muisca (popolo chibcha dell'altopiano cundinamarchese, attuale Colombia centrale) raccolsero racconti che parlavano di un cerimoniale antico. Quando un nuovo cacicco saliva al trono, attendeva digiunando in una caverna sacra. Alla luna nuova, veniva accompagnato in solenne processione fino alle rive del lago Guatavita, lago vulcanico a 3.000 metri di altitudine. Spogliato e ricoperto di resina d'albero, gli si versava sopra polvere d'oro fino a farlo brillare interamente come una statua viva. Saliva su una zattera di canne con offerte d'oro, smeraldi, oggetti ceremoniali, scendeva al centro del lago, immergeva offerte e sé stesso. Quando riemergeva, era riconosciuto come legittimo signore.
L'El Hombre Dorado — l'uomo dorato — era quindi un rituale di investitura, non un re permanente. Quando gli spagnoli ne sentirono parlare per la prima volta da Gonzalo Jiménez de Quesada nel 1537, le cerimonie erano già cessate da decenni — gli ultimi rituali documentati risalgono al primo Cinquecento. La conquista del territorio muisca, completata nel 1538, dimostrò che il regno non era ricchissimo come immaginato. Ma l'idea dell'uomo coperto d'oro — e dei tesori che venivano gettati nel lago — generò un'ossessione transatlantica.
Le spedizioni
Le ricerche di El Dorado attraversarono tre fasi geografiche:
- Prima fase (1530-1560), regione muisca: Quesada, Hernán Pérez de Quesada, Federmann, Belalcázar. Si svuotarono i tesori dei templi muisca, ma El Dorado-città rimase inafferrabile.
- Seconda fase (1560-1620), Amazzonia: la ricerca si spostò nelle giungle del Rio delle Amazzoni e dell'Orinoco. Pedro de Ursúa e Lope de Aguirre (1560), Antonio de Berrio (1580-1595), Sir Walter Raleigh in due viaggi (1595 e 1617). Raleigh cercò il regno in quello che chiamò Guiana, descrivendone in un libro fantastico ricchezze immaginarie. La sua seconda spedizione fallì miseramente e Raleigh fu poi giustiziato a Londra nel 1618.
- Terza fase (1620-1850), bacino dell'Orinoco e altipiani: spedizioni sempre più disperate. Alexander von Humboldt, durante il suo viaggio sudamericano (1799-1804), confutò scientificamente l'esistenza di Manoa o di altre città dorate.
Il lago Guatavita
Diverse spedizioni tentarono di prosciugare il lago Guatavita per recuperarne il tesoro. La più seria fu quella di Antonio de Sepúlveda nel 1580: aprì una breccia nel cratere e abbassò il livello di tre metri, recuperando circa 12.000 pesos d'oro in oggetti. Nel 1898 una compagnia britannica (Contractors Ltd.) tentò un secondo prosciugamento: vi riuscì parzialmente, ma il fango sottostante si seccò e indurì in poche ore, rendendo impossibili gli scavi. Fu recuperato qualche oggetto, valutato in 500 sterline. Il governo colombiano dichiarò il lago Monumento Storico nel 1965 e ne vietò ogni ulteriore alterazione.
Vari oggetti muisca votivi sono comunque emersi nel tempo dalle acque del Guatavita e di altri laghi sacri della regione. La Balsa Muisca, piccola zattera di lamina d'oro raffigurante esattamente la cerimonia descritta (esposta al Museo del Oro di Bogotá), fu trovata nel 1969 in una caverna presso Pasca, a sud di Bogotá. Conferma la realtà storica del rituale.
L'eredità
El Dorado oggi è metafora di ogni promessa eccessiva che attira investimenti irrecuperabili: la "corsa all'oro" sudafricana, la febbre del Klondike, il dot-com bubble. Antropologicamente, è un caso da manuale di come un rituale locale, deformato attraverso traduzioni e interessi, possa generare un mito globale capace di muovere armi, capitali e vite per generazioni.
Nel 2023 una nuova analisi LiDAR aerea della regione di Cundinamarca (progetto SARMAP-Andes, in collaborazione tra IGAC Colombia e Università di Tubinga) ha cartografato decine di insediamenti muisca pre-coloniali finora ignoti, comprese piattaforme cerimoniali presso laghi minori. Le pubblicazioni 2024 confermano la sofisticazione politica e cerimoniale dei chibcha, ma non rivelano alcun complesso aurifero monumentale. El Dorado-città non c'era. El Dorado-rituale c'era, esattamente come gli spagnoli lo descrissero.