Il 31 ottobre, in tutto il mondo occidentalizzato, bambini con costumi da scheletro bussano alle porte chiedendo dolcetti, jack-o'-lantern di zucca arancione brillano sulle finestre, gli adulti si travestono da streghe e mostri. Halloween è oggi una delle festività più universali — anche dove non esisteva fino a vent'anni fa, come l'Italia o il Giappone, è entrata massicciamente attraverso i film, le serie televisive, l'industria del costume.

La sua storia è stratificata: un'antica festa celtica reinterpretata dalla Chiesa, conservata nelle isole britanniche, emigrata negli Stati Uniti con gli irlandesi vittime della carestia, e finalmente esportata di nuovo nel resto del mondo come prodotto di consumo americano.

Samhain: l'origine celtica

Per i celti antichi — irlandesi, gallesi, scozzesi, ma anche galati delle Alpi — l'anno era diviso in due metà: la metà luminosa, dal 1° maggio (Beltane) al 31 ottobre, e la metà oscura, dal 1° novembre (Samhain) al 30 aprile. Il Samhain ("fine dell'estate", in irlandese antico) era quindi insieme capodanno e festa dei morti: il momento dell'anno in cui il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti era più sottile, le anime dei defunti tornavano a far visita ai loro cari, e creature soprannaturali (sidhe, fate, spiriti) potevano attraversare il confine.

Le testimonianze archeologiche e mitografiche più antiche del Samhain provengono dall'Irlanda dei racconti epici (i cicli del Tuatha Dé Danann, di Cuchulainn, di Fionn mac Cumhaill, redatti tra il IX e il XII secolo da monaci che trascrissero tradizioni orali precedenti). Si accendevano grandi falò sulle colline sacre — Tara, Tlachtga, Uisneach — si offrivano cibi ai morti, si mascheravano i vivi per non essere riconosciuti dagli spiriti.

La cristianizzazione

Nell'835 Papa Gregorio IV fissa al 1° novembre la festa di Ognissanti — Festum Omnium Sanctorum — spostando una precedente festa che si celebrava in primavera. La motivazione non è documentata, ma è opinione consolidata degli storici (Hutton, Rogers) che la scelta della data servisse a sostituire e assorbire il Samhain nelle terre celtiche convertite di recente. La sera della vigilia — All Hallows' Eve — diventa il momento liminare in cui ancora si percepisce la presenza dei morti, ora reinterpretata cristianamente come anime in attesa del giudizio (poi codificate nel Purgatorio del Trecento).

Dal medio inglese All Hallows' Even deriva la contrazione Hallowe'en, che troviamo attestata in scozzese a partire dal Cinquecento. Il poeta Robert Burns la celebra in un suo poema del 1785, Halloween, descrivendo divinazioni e giochi tradizionali scozzesi.

Jack-o'-lantern: dalla rapa alla zucca

La leggenda irlandese di Stingy Jack (Jack l'avaro) narra di un fabbro alcolizzato che, in vita, ingannò il diavolo due volte. Alla sua morte, fu rifiutato dal Paradiso per i suoi peccati, e dall'Inferno per aver imbrogliato il diavolo. Costretto a vagare nelle tenebre, ricevette dal diavolo un tizzone ardente che mise dentro una rapa scavata — di qui il nome "Jack della lanterna".

Nelle campagne irlandesi e scozzesi, intagliare lanterne con facce spaventose dentro rape (o talvolta barbabietole) era tradizione di Halloween per allontanare gli spiriti. Quando gli irlandesi emigrarono in America durante la Grande Carestia degli anni 1840, scoprirono che la zucca — autoctona americana, molto più grande e più facile da scavare — era materia prima ideale. La zucca di Halloween, in altre parole, è un'invenzione irlandese-americana di metà Ottocento.

Trick-or-treat: dolcetto o scherzetto

Anche la pratica di andare di casa in casa a chiedere dolci ha radici celtiche. In Irlanda e Scozia esisteva fin dal Medioevo il souling: bambini e poveri che andavano di porta in porta nella notte dei morti chiedendo "soul cakes" — piccoli dolci di pane — in cambio di preghiere per le anime del Purgatorio della famiglia. In Inghilterra del Cinquecento sopravvive con il nome di mumming — recitazione di filastrocche mascherate in cambio di cibo.

Il "trick or treat" nella sua versione moderna americana si diffuse soltanto negli anni Trenta-Quaranta del Novecento, durante la Grande Depressione, come strategia delle comunità urbane per evitare gli atti vandalici dei bambini di Halloween: dolci in cambio di tregua. Il riconoscimento massmediale arriva nel 1952 con un episodio della serie Peanuts di Charles Schulz.

L'esportazione globale

Halloween è arrivato in Italia, in Spagna, in Germania, in Francia, in Giappone come prodotto culturale americano negli anni Novanta-Duemila — film come Halloween di Carpenter (1978), E.T. di Spielberg (1982), Casper, le saghe horror, e il marketing organizzato dei retailer. In Italia si è sovrapposto alla preesistente tradizione del Giorno dei Morti (2 novembre) e ad alcune feste regionali — la Cuccia siciliana, la Pupa di Pane sarda — generando ibridazioni interessanti.

Aggiornamento — 11 maggio 2026

Il Pumpkin Production Report USDA 2025 stima il fatturato Halloween 2024 in 12,2 miliardi di dollari negli Stati Uniti — record assoluto, sorpassato solo dal Natale tra le feste consumistiche americane. In Italia (Federdistribuzione 2025), Halloween ha generato 380 milioni di euro di indotto, in crescita del 18 % anno su anno.

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