Il 26 maggio 1828, alle quattro del pomeriggio, nella piazza dell'Unschlitt a Norimberga, un ragazzo barcollante si presenta a un calzolaio di nome Weichmann. Vestito di stracci sproporzionati, fatica a stare in piedi, parla a stento. Ripete un'unica frase: "Ich möcht ein soichener Reiter wäen wie mein Vatter geween is" — "Vorrei diventare un cavaliere come lo era mio padre". Stringe in mano una lettera, sigillata, indirizzata al "Capitano del 4° squadrone del 6° reggimento Schmolische". Sembra avere sedici anni. Sembra non saper camminare. Sembra non aver mai conosciuto la luce.

L'enigma di Kaspar Hauser, il "fanciullo d'Europa", inizia da quel pomeriggio e attraversa cinque anni di indagini, controversie internazionali, congetture dinastiche e (alla fine) una morte violenta. Resta uno dei casi più discussi della criminologia ottocentesca.

Le prime osservazioni

Portato in caserma, Kaspar venne studiato dal capitano Wessenig e poi affidato al carceriere Hiltel. Mostrava comportamenti inquietanti:

  • Camminava con difficoltà, come se le gambe non fossero abituate al peso del corpo
  • Si terrorizzava di fronte alla luce solare e si nascondeva
  • Mangiava esclusivamente pane e acqua; carne e zuppa lo facevano stare male
  • Aveva una sensibilità olfattiva straordinaria — riconosceva persone dall'odore
  • Poteva nominare solo pochissimi oggetti, ma imparava a parlare con velocità sorprendente
  • Sosteneva di essere vissuto in una stanza buia, in completa solitudine, per tutta la vita ricordabile

Le sue prime memorie, raccolte da Anselm von Feuerbach (illustre giurista bavarese che si fece padre adottivo del caso), parlavano di una stanza piccola, di un letto di paglia, di un uomo misterioso che ogni tanto entrava per portargli pane e acqua, senza mai parlare. Era stato fatto vestire la mattina del 26 maggio e condotto dall'uomo fino a Norimberga.

L'ipotesi dinastica

Feuerbach formulò una tesi clamorosa: Kaspar Hauser sarebbe il figlio legittimo del granduca Carlo di Baden e di Stéphanie de Beauharnais, nipote adottiva di Napoleone. Nato il 29 settembre 1812 e ufficialmente morto neonato, sarebbe stato in realtà rapito e nascosto per consentire alla linea morganatica dei conti di Hochberg (parenti collaterali) di ereditare il trono di Baden — successione che effettivamente avvenne con Leopoldo di Baden nel 1830.

L'ipotesi dinastica era politicamente esplosiva. Feuerbach pubblicò nel 1832 una memoria in cui sosteneva la propria tesi con documenti circostanziali. Sei mesi dopo, Feuerbach moriva improvvisamente — alcuni storici sospettano avvelenamento.

La morte

Il 14 dicembre 1833, Kaspar si presenta nel giardino di Hofgarten ad Ansbach con una ferita di coltello al petto. Sostiene di essere stato attirato lì da uno sconosciuto che gli aveva promesso rivelazioni sulla sua identità, e poi l'aveva colpito. Muore tre giorni dopo. La polizia trova un foglietto piegato in giardino con un messaggio cifrato che inizia: "Hauser saprà raccontarvi esattamente come sono e da dove vengo. Per risparmiare ad Hauser…".

Le indagini contemporanee non chiarirono nulla. Due ipotesi rivali:

  1. Omicidio politico: la corte di Baden, ormai sicura di non poter più tollerare la presenza scomoda dell'erede legittimo, lo eliminò
  2. Suicidio camuffato: Kaspar, per ottenere attenzione, si ferì in modo che non sapeva sarebbe stato fatale

Il caso fu ufficialmente chiuso come omicidio insoluto.

Le analisi del DNA

Nel 1996, una pubblicazione su Nature di un team della Forensic Science Service di Birmingham analizzò campioni del sangue di Kaspar conservati su una camicia, confrontandoli con il DNA mitocondriale di Astrid von Medinger, discendente di Stéphanie de Beauharnais. I risultati esclusero la parentela. Conclusione: Kaspar non era il principe di Baden.

La conclusione del 1996 fu però rimessa in discussione nel 2002 da un secondo studio dell'Università di Münster, che analizzò ciocche di capelli di Kaspar (conservate in un museo) e trovò profili compatibili con la linea Baden. Le analisi furono contestate per problemi di contaminazione e selezione dei campioni.

Riassumendo: due studi indipendenti, due risultati opposti. Tutte e due hanno limiti metodologici riconosciuti. Il dibattito è scientificamente irrisolto.

Le ipotesi alternative

Per gli storici scettici, Kaspar fu probabilmente un truffatore: un giovane di provincia, forse epilettico o autistico, che si presentò a Norimberga con una storia confezionata per ottenere attenzione e protezione. Tutte le sue "memorie" della stanza buia sarebbero state mediate da Feuerbach, che proiettava le proprie convinzioni sul ragazzo.

Per gli altri, Kaspar resta una vittima — di un complotto dinastico, di una società che voleva soluzioni semplici per il suo enigma, di sé stesso. Il caso ha ispirato il libro di Jakob Wassermann Caspar Hauser oder Die Trägheit des Herzens (1908) e il film di Werner Herzog L'enigma di Kaspar Hauser (1974), che hanno fatto del fanciullo di Norimberga un simbolo della condizione umana: l'individuo schiacciato dalle istituzioni che pretendono di conoscerlo prima di averlo ascoltato.

Aggiornamento — 10 maggio 2026

Nel 2024 un team congiunto delle università di Münster e Ulm ha pubblicato una nuova analisi che combina sequenziamento di nuova generazione su 12 reperti di Kaspar Hauser. I risultati confermano l'esclusione dalla linea Baden-Beauharnais con elevata probabilità statistica (>99%). Conclusione moderna: Kaspar quasi certamente non era il principe scomparso. Resta il fatto che il suo isolamento estremo durante l'infanzia, confermato da analisi della struttura ossea, era reale: era un bambino che era cresciuto al buio. Chi fosse veramente è la domanda che continua a non avere risposta.

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