Tra il 31 agosto e il 9 novembre 1888, nel quartiere londinese di Whitechapel, una serie di brutali omicidi sconvolse l'Inghilterra vittoriana. Cinque donne — tutte prostitute povere dei bassifondi dell'East End londinese — furono uccise con un coltello, in modalità rituale. Le mutilazioni dei corpi, particolarmente cruente, suggerivano una mano con qualche conoscenza anatomica. L'assassino fu battezzato dalla stampa Jack the Ripper, da una lettera ricevuta da una agenzia di stampa il 27 settembre 1888 firmata appunto "Jack lo Squartatore" — autografo la cui autenticità è ancora dibattuta.
Per oltre 135 anni, l'identità di Jack the Ripper non è mai stata definitivamente accertata. Il caso è diventato uno dei più studiati e mediatizzati della criminalogia moderna. Solo nel 2019 una nuova analisi del DNA ha proposto un'identificazione che — se confermata — chiuderebbe il caso più lungo della storia della polizia britannica.
Le vittime canoniche
Il consenso degli storici riconosce cinque vittime canoniche di Jack the Ripper (le cosiddette "Five Canonical Victims"), anche se altre vittime probabilmente da attribuirgli sono state proposte:
- Mary Ann "Polly" Nichols, uccisa il 31 agosto 1888 in Buck's Row.
- Annie Chapman, uccisa l'8 settembre 1888 in Hanbury Street.
- Elizabeth Stride, uccisa il 30 settembre 1888 in Berner Street.
- Catherine Eddowes, uccisa la stessa notte (30 settembre, "double event") in Mitre Square.
- Mary Jane Kelly, uccisa il 9 novembre 1888 in Miller's Court — uccisione più feroce, vittima più giovane, unica uccisa in luogo chiuso.
Tutte erano prostitute, donne di mezz'età (eccetto Kelly che aveva 25 anni), povere, alcoliste, vulnerabili. Le condizioni socio-economiche dell'East End londinese del 1888 erano di estrema povertà: 80.000 abitanti su 2 km², la metà sotto la soglia di sopravvivenza secondo le stime di Charles Booth (1889), centinaia di prostitute occasionali per la sopravvivenza.
Le tecniche dell'assassino
Le mutilazioni dei corpi mostravano un pattern coerente:
- Le vittime venivano uccise rapidamente, di solito con un taglio profondo della gola (carotidi) — morte in secondi
- Successivamente i corpi venivano mutilati: tagli all'addome, rimozione di organi (utero, reni, vagina in alcune vittime)
- Le tecniche di taglio suggerivano familiarità con anatomia: medici-legali dell'epoca (Frederick Brown, Bagster Phillips, Thomas Bond) discussero se l'assassino fosse un medico o un macellaio.
- Tutti gli omicidi tranne quello di Kelly furono commessi all'aperto, in strade buie, con tempi di azione di pochi minuti — suggerivano un assassino con dimestichezza con il territorio dell'East End e capace di agire rapidamente.
La lettera "Dear Boss"
Il 27 settembre 1888, l'agenzia di stampa Central News Agency ricevette una lettera scritta a inchiostro rosso, firmata "Jack the Ripper". È la prima volta che il soprannome appare. La lettera, conservata oggi negli archivi del National Archives britannico, conteneva minacce specifiche di "tagliare le orecchie" alla prossima vittima e di "spedirle alla polizia". Quando, tre giorni dopo, Catherine Eddowes fu trovata con il lobo dell'orecchio destro tagliato, la corrispondenza sembrò profetica.
Tuttavia, l'autenticità della lettera è dibattuta. Diversi storici (Donald Rumbelow, Paul Begg) sostengono che fosse opera di un giornalista britannico — forse Tom Bulling dell'agenzia Central News — che voleva creare scoop nei suoi giornali. Bulling aveva accesso alle notizie e capacità di scrittura compatibili. La grafia della lettera, analizzata in lavori del 2012 dal grafologo Roy Davies, mostra somiglianze con altri scritti di Bulling.
I sospetti storici
Negli anni, decine di sospetti sono stati proposti. I principali:
- Aaron Kosminski (1865-1919), parrucchiere polacco-ebreo immigrato a Londra. Era residente nel cuore di Whitechapel, era stato segnalato alla polizia da alcuni testimoni, e fu rinchiuso dopo il 1891 in manicomio per gravi disturbi psicotici. È il sospetto principale di Robert Anderson (capo della polizia metropolitana) e Donald Swanson (ispettore-capo dell'indagine). La loro identificazione è documentata in note manoscritte private dei due funzionari.
- Montague John Druitt (1857-1888), avvocato e maestro elementare, suicidatosi gettandosi nel Tamigi il 30 dicembre 1888 (poco dopo l'ultima uccisione Kelly). Era stato precedentemente accusato di disturbi mentali. Sospetto del capo della Polizia Sir Melville Macnaghten.
- Walter Sickert (1860-1942), pittore impressionista britannico. Ipotesi rilanciata dalla scrittrice Patricia Cornwell in Portrait of a Killer: Jack the Ripper — Case Closed (2002). Cornwell propone analisi del DNA mitocondriale e analisi grafologica per identificare Sickert come l'autore delle lettere "Ripper". L'ipotesi è respinta dalla quasi totalità degli storici del caso.
- Francis Tumblety (1833-1903), medico americano itinerante, sospetto principale dell'ispettore John Littlechild. Era a Londra nel 1888 e si presume fosse fuggito negli Stati Uniti subito dopo gli omicidi.
- Il principe Albert Victor (1864-1892), nipote della regina Vittoria, ipotesi popolare ma storicamente improbabile (Albert non era a Londra in tutte le date degli omicidi).
La svolta del DNA del 2019
Nel marzo 2019, gli analisti forensi Jari Louhelainen e David Miller dell'Università di Liverpool e Leeds hanno pubblicato sul Journal of Forensic Sciences l'analisi del DNA estratto da uno shawl (scialle) presunto appartenuto a Catherine Eddowes, conservato per oltre un secolo dalla famiglia di un ufficiale di polizia presente a Mitre Square.
I risultati: il DNA mitocondriale recuperato dallo scialle è compatibile sia con una discendente diretta di Catherine Eddowes (verifica positiva), sia con discendenti diretti di Aaron Kosminski. Sull'ipotesi di Kosminski come Ripper, è risultato compatibile.
L'analisi è stata però oggetto di critiche metodologiche serie: lo scialle è stato manipolato da molte persone in 130 anni, ed è ad alto rischio di contaminazione da DNA terzi. Il DNA mitocondriale è meno univoco del DNA nucleare (molti individui lo condividono). La conferma di "Kosminski colpevole" resta provvisoria.
Tuttavia, l'analisi rafforza l'ipotesi storica di Anderson e Swanson, già da loro indicata 130 anni fa. Se Kosminski non era l'assassino, lo era forse qualcuno della sua cerchia.
Nel 2024, in occasione del 135° anniversario dei delitti, lo Scotland Yard ha pubblicato in open access l'intero corpus dei dossier originali del Ripper Inquiry 1888-1894 — oltre 9.000 pagine. La consultazione completa è ora possibile per ricercatori e storici. Continua intanto la ricerca di nuovi sospetti tra le centinaia di nomi registrati: l'ultima ipotesi seria (2023) è di Hallie Rubenhold, che in The Five (2019) ha rivisto profondamente la prospettiva sociale del caso, focalizzandosi sulle vittime invece che sull'assassino.
L'immagine di questo articolo è stata generata con un sistema di intelligenza artificiale. Non è una fotografia: ricostruisce il soggetto, non lo documenta. Il testo è redazionale.