Il Kraken è la creatura mitologica più potente del folclore marinaresco norreno e scandinavo. Mentre nel nostro articolo principale sul Kraken abbiamo trattato la biologia dei calamari giganti e la riconciliazione tra mito e zoologia, in questo approfondimento ci concentriamo specificamente sulla tradizione nordica — i racconti dei pescatori e marinai del Mare di Norvegia, dell'Islanda e delle isole Faroe, dove il Kraken è figura centrale dell'immaginario marittimo per oltre mille anni. Esamineremo le fonti norrene più antiche, la simbologia del mostro nelle saghe, e l'evoluzione del Kraken da divinità marina arcaica a "terrore dei mari del nord".
Le origini norrene
La parola kraken deriva, come visto, dal norreno antico krake ("creatura malata, deforme"). Ma il concetto di un mostro marino di dimensioni planetarie è molto più antico. Nella mitologia norrena, il "Jörmungandr" — il "Serpente del Mondo" — è una creatura serpentiforme così enorme da circondare l'intero oceano del mondo, mordendosi la coda (l'archetipo dell'uroboro). Il Jörmungandr è destinato a giocare un ruolo decisivo nel Ragnarök, l'apocalisse nordica, dove combatterà e ucciderà il dio Thor.
Il Kraken delle leggende dei marinai medievali e moderni può essere visto come un'eredità folkloristica del Jörmungandr — il "grande mostro marino" come archetipo, declinato in versioni più "concrete" applicabili alle paure di pescatori reali.
Le fonti dell'XI-XIII secolo
Le prime descrizioni testuali del Kraken sono nelle saghe islandesi del XII-XIII secolo:
- Saga di Örvar-Oddr: il guerriero leggendario Örvar-Oddr incontra un mostro marino di proporzioni enormi che sembra essere un'isola, ma quando i marinai vi sbarcano per accendere un fuoco, si immerge improvvisamente trascinandoli in mare
- Konungs skuggsjá ("Lo Specchio del Re", c. 1250): testo educativo norvegese che descrive in dettaglio creature del mare, inclusi mostri marini di natura ignota
- Saga di Magnus IV di Norvegia (XIII secolo): racconto di un Kraken che attaccò flotte commerciali norvegesi
Il Kraken nella tradizione norrena ha caratteristiche distintive:
- Tentacoli: lunghi e numerosi, paragonati agli "alberi delle navi"
- Capacità di mimetizzarsi come isola: ricorrente in tutte le tradizioni
- Predilezione per le acque profonde: il mostro emerge dalle profondità solo in determinate condizioni
- Gorghi: la sua immersione crea grandi vortici capaci di trascinare le navi
Il Kraken e il Maelstrom
La tradizione norrena collega frequentemente il Kraken con il celebre Maelstrom — il grande vortice di marea che si forma nelle acque tra le isole Lofoten, in Norvegia settentrionale. Il Maelstrom è fenomeno reale, generato dall'interazione delle correnti di marea con la topografia sottomarina delle Lofoten. Nelle versioni più drammatiche delle saghe, è descritto come grado talmente potente da inghiottire navi intere.
Il legame Kraken-Maelstrom è esplicito nelle tradizioni dei pescatori dei XV-XVIII secoli: il vortice non sarebbe fenomeno geologico, ma diretta conseguenza della discesa del Kraken nelle profondità. Anche Edgar Allan Poe, nel suo celebre racconto A Descent into the Maelström (1841), evoca questa atmosfera.
Erik Pontoppidan e la sistemazione scientifica
Nel 1752, il vescovo norvegese Erik Pontoppidan, nella Natural History of Norway, codificò sistematicamente le testimonianze dei pescatori sul Kraken. Pontoppidan presentava il Kraken come animale reale, di dimensioni straordinarie (un miglio e mezzo svedese di diametro), descritto da decine di testimonianze "credibili" da lui raccolte. La sua opera fu — come visto — la base per l'inclusione del Kraken da parte di Linneo nelle prime edizioni del Systema Naturae.
L'opera di Pontoppidan è interessante perché rappresenta il passaggio dalla tradizione popolare alla investigazione naturalistica: il vescovo non rigetta i racconti dei marinai come fantasia, ma li tratta come fonti antropologiche che meritano sistemazione. Anche se le sue conclusioni biologiche sono state superate, il suo approccio metodologico è notevole.
La poetica del Kraken
Il Kraken è entrato profondamente nella poesia europea. Tra le opere più celebri:
- Alfred Tennyson, The Kraken (1830): poesia che descrive il Kraken come addormentato nei più profondi abissi marini, destinato a risvegliarsi solo nell'ora dell'apocalisse:
«Below the thunders of the upper deep, / Far, far beneath in the abysmal sea, / His ancient, dreamless, uninvaded sleep / The Kraken sleepeth.»Alfred Tennyson, "The Kraken" (1830)
- Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari (1869-70): episodio dell'attacco del Kraken al Nautilus, che ha fissato l'iconografia moderna del calamaro gigante come "terrore dei mari"
- Herman Melville, Moby Dick (1851): nel capitolo "The Squid", una breve apparizione di un "great squid" — non Kraken in senso stretto, ma echi del mito
Il "terrore dei mari del nord"
L'epiteto di "terrore dei mari del nord" si applica al Kraken nella tradizione marinaresca dei XVI-XIX secoli. Era un epiteto pragmatico: il mostro era considerato responsabile di sparizioni di navi commerciali e pescherecci nei mari di Norvegia, Islanda, Faroe, Groenlandia. Quando una nave non tornava, l'ipotesi del "Kraken che l'aveva inghiottita" era spesso preferita a quella di una banale tempesta — perché manteneva un'origine "comprensibile" alle perdite.
L'epoca del "terrore" si esaurisce nel tardo XIX secolo, quando — come abbiamo visto nell'articolo principale sul Kraken — la zoologia identifica il calamaro gigante come la realtà sottostante al mito. Ma l'eco continua nella letteratura e nel cinema: il "kraken" cinematografico (Pirati dei Caraibi, Clash of the Titans) è ancora il "mostro terribile" delle leggende nordiche.
Il Kraken oggi
Oltre alla biologia (vedi il nostro articolo principale), il Kraken è oggi:
- Mascotte e simbolo di varie organizzazioni sportive e culturali (squadra NHL Seattle Kraken, vari club marittimi)
- Marca di rum (Kraken Black Spiced Rum, brand commerciale)
- Operatore di servizi crittografici e finanziari (Kraken Exchange, exchange di criptovalute)
- Riferimento culturale ricorrente in videogiochi, romanzi, film
Il "terrore" si è trasformato — paradossalmente — in icona pop. Il Kraken nordico è oggi più presente nella cultura globale che mai, anche se nessuno crede più alla sua esistenza letterale.
Nel 2024 l'Università di Trondheim ha pubblicato la prima edizione critica completa dei manoscritti islandesi medievali che menzionano il Kraken — 47 manoscritti dal XII al XV secolo. La pubblicazione, in tre volumi, è disponibile in open access sul sito dell'università. Permette per la prima volta uno studio sistematico dell'evoluzione del concetto di "Kraken" nelle saghe nordiche.