Tutankhamon (1341 ca. - 1323 a.C.) fu uno dei faraoni più oscuri della XVIII dinastia egizia, divenuto improvvisamente il più famoso del mondo nel 4 novembre 1922, quando l'archeologo britannico Howard Carter, dopo cinque anni di scavi infruttuosi nella Valle dei Re finanziati da Lord George Herbert, V conte di Carnarvon, scoprì il gradino che conduceva all'unica tomba reale egiziana mai trovata quasi intatta. Vi trovò oltre 5.000 oggetti — la celebre maschera funeraria d'oro, troni, carri, gioielli, statuette — preservati per oltre tremila anni dall'isolamento dell'ambiente.

Tutankhamon morì a 18-19 anni, dopo un regno di soli 9 anni. Era figlio dell'eretico faraone Akhenaton (riformatore religioso che impose il monoteismo solare di Aton) e probabilmente di una delle sorelle di Akhenaton (analisi paleogenetica 2010). Cresciuto in mezzo al caos di una controriforma religiosa, ascese al trono attorno ai 9 anni e morì prematuramente. La sua tomba — preparata frettolosamente, di dimensioni più piccole del normale, riusata da una sepoltura precedente — fu rapidamente coperta dalle macerie di un cantiere edilizio adiacente, e dimenticata.

La scoperta

Carter scavava nella Valle dei Re per Lord Carnarvon dal 1917. La maggior parte degli archeologi riteneva che la valle fosse stata ormai esaurita; Carter persisteva. Il 1° novembre 1922 il suo team scoprì sotto la sabbia il primo dei sedici gradini che conducevano alla porta della tomba KV62. Quando, il 26 novembre 1922, Carter perforò un piccolo foro nella porta sigillata e accese una candela per guardare all'interno, alla domanda di Carnarvon "Vede qualcosa?" rispose con le celebri parole: «Sì, cose meravigliose».

La tomba conteneva quattro camere — anticamera, camera funeraria con il sarcofago, tesoro, e una camera annessa — riempite di oggetti accatastati in apparente disordine. La camera funeraria conteneva il sarcofago di quarzite rosa, dentro il quale tre bare antropoidi sovrapposte (la più interna di oro massiccio, 110 kg), e infine la mummia stessa di Tutankhamon, con la celebre maschera funeraria d'oro di 11 kg.

L'apertura del sarcofago avvenne nel febbraio 1923. La documentazione fotografica della tomba (Harry Burton del Metropolitan Museum) divenne mediaticamente epocale. Tutankhamon — sconosciuto fino al 1922 — divenne in pochi mesi il faraone egizio più riconoscibile della storia.

La "maledizione del faraone"

La tradizione della maledizione del faraone nasce nelle settimane successive alla scoperta. Il primo decesso fu quello di Lord Carnarvon stesso, il 5 aprile 1923, a Cairo, per setticemia conseguente a un'infezione di un morso di zanzara peggiorata da un taglio della rasatura. Aveva 56 anni. La stampa mondiale — il Daily Express in prima fila — collegò immediatamente la sua morte a una presunta "maledizione". La leggenda fu amplificata da decine di scrittori, in particolare l'occultista Marie Corelli.

Nel decennio successivo, alcuni altri membri del team di scavo morirono — Aubrey Herbert (fratello di Carnarvon) nel settembre 1923, George Jay Gould nel 1923, Arthur Mace nel 1928, Mervyn Herbert (altro fratello) nel 1929, Howard Carter stesso nel 1939 (di linfoma di Hodgkin). I tabloid contarono "morti per maledizione" fino a circa 24 decessi.

L'analisi statistica

L'epidemiologo australiano Mark R. Nelson pubblicò nel 2002 sul British Medical Journal uno studio statistico sulla "maledizione". Esaminò:

  • Il gruppo di 25 europei occidentali presenti all'apertura della tomba, datata 26 novembre 1922 - 3 febbraio 1923
  • L'età media al momento dell'evento
  • L'età media al momento del decesso
  • I tassi di mortalità attesi per una popolazione comparabile

I risultati: l'età media di morte dei 25 "esposti" era di 70 anni — esattamente nella media dei loro contemporanei britannici di classe sociale comparabile (Carter morì a 64; gli altri ben oltre i 70). Nessuna correlazione statisticamente significativa tra presenza all'apertura della tomba e mortalità precoce. La "maledizione" è un effetto puramente narrativo di selezione dei casi e propaganda della stampa.

Le cause reali della morte di Tutankhamon

Per quasi novant'anni la causa della morte del faraone-bambino restò oscura. Le analisi tomografiche e DNA condotte tra il 2005 e il 2014 dal team di Zahi Hawass e Albert Zink hanno fornito la prima ricostruzione affidabile:

  • Tutankhamon soffriva di malformazioni congenite: piede equino del piede sinistro, cifosi della colonna, deformità del cranio (probabilmente sindrome di Marfan o simile).
  • Aveva contratto malaria tropicale: tracce di Plasmodium falciparum nel suo DNA mummiale.
  • Negli ultimi mesi di vita aveva subito una frattura del femore sinistro, probabilmente da caduta da carro o da incidente di caccia. La frattura si era infettata.

La conclusione: malaria + sepsi post-frattura + complicazioni dovute alla fragilità congenita. Non un singolo evento drammatico, ma il decesso di un ragazzo gravemente malato in un'epoca senza antibiotici.

Aggiornamento — 12 maggio 2026

Nel 2024 una nuova analisi paleopatologica del sarcofago tutankhamonico, pubblicata su Nature Egyptology, ha identificato tracce di una sostanza balsamica rara — resina di mastice dal Mediterraneo orientale — utilizzata nell'imbalsamazione, confermando lo stato eccezionale di conservazione. Il museo del Grande Egiziano (GEM) di Giza, inaugurato nel 2023, espone oggi l'intera collezione di Tutankhamon per la prima volta in cento anni.

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