Una delle poche meraviglie del mondo antico, che ci sono pervenute fino ai giorni nostri sono indiscutibilmente le piramidi; delle opere magnifiche di stupenda magnificenza, chiamate così proprio per la loro forma su base quadrangolare, a 4 facce lisce che congiungono gli spigoli della base al vertice; trasmettono un proverbiale senso di forza e misticismo allo stesso tempo a chiunque le osservi.

Le piramidi furono costruite dagli antichi egizi che consideravano queste strutture come un luogo di conservazione per le spoglie del defunto faraone, definito come il capo politico e spirituale di tutto il popolo egizio.

Più grandi erano grandi le dimensioni delle piramidi e maggiore doveva essere l’importanza del personaggio per cui erano state costruite, secondo gli studiosi infatti le piramidi furono erette come un monumento funerario al di sopra della tomba del sovrano. Credevano che la vita continuasse dopo la morte e che il corpo del defunto doveva conservarsi quanto più possibile, proprio per questo motivo doveva essere seppellito con tutti gli oggetti che usava in vita e che gli sarebbero serviti successivamente nell’aldilà, a tal proposito imbalsamavano il corpo, in modo da rallentare la decomposizione e conservarlo, in attesa di un successivo risveglio nel mondo dei morti.

La piramide quindi fungeva da congiunzione quasi come una struttura che aiutasse il defunto nel suo viaggio verso la nuova vita. Il mistero che avvolge queste particolari strutture funerarie e che per quanto si ci sforzi di credere, la struttura stessa e la sua particolare costruzione, fanno dedurre che non fosse solo un monumento funerario e che anzi al suo interno si nasconda forse il più grande mistero dell’umanità.

Naturalmente se parliamo di piramidi, a tutti viene di consueto pensare alle 3 piramidi della piana di Giza, mi riferisco appunto alla piramide di Cheope la più grande e alle altre due più piccole in ordine di grandezza di Chepren e Mycerino, ma esistono ovviamente altre piramidi meno famose più piccole, che ricordiamo per correttezza.

Le piramidi egizie hanno tra di loro sconfinate differenze, anche se presentano tutte delle caratteristiche in comune, un esempio può essere che sono costruite tutte sulla riva occidentale del fiume, Nilo poiché ove tramontava il sole vi era la Duat (ovvero l’oltretomba secondo la tradizione egiziana), in linea di massima però i faraoni della stessa dinastia tendevano ad avere delle piramidi l’una vicino alle altre, invece probabilmente per conflitti dinastici i faraoni di diverse dinastie solevano occupare luoghi lontani tra di loro in modo da non edificare il loro complesso funerario troppo vicino magari ad un predecessore con cui avevano avuto dei conflitti;

se la loro localizzazione all’interno del territorio egiziano poneva una certa libertà, dovevano comunque rispettare dei punti in comune a livello geografico, come quello di essere edificate vicino ad un fiume per favorirne i trasporti dei materiali di costruzione, o dovevano sorgere in un terreno molto stabile in modo da evitare problemi alla struttura; un esempio di problemi strutturali alle piramidi sono rappresentate dalle piramidi del faraone Seneferu che costruì la prima la cosiddetta “falsa piramide” lasciata incompiuta proprio, per un difetto strutturale, o la “piramide storta” anch’essa con dei difetti di progettazione che provocò un’errata inclinazione dei lati, al contrario invece delle sue sorelle la “piramide Nord” di Seneferu riuscì perfettamente e viene identificata come la prima piramide vera e propria, costruita secondo i canoni di perfezione che quasi inverosimilmente a causa dell’epoca in cui sono state costruite, che siamo abituati a collegare alla civiltà egiziana.

La struttura comunque più affascinante e che desta maggior stupore definita come la piramide per antonomasia è la piramide del faraone Cheope, costruita nella piana di Giza, utilizzando un numero (si pensa infatti è un dato stimato) di ben 4000 costruttori, è definita come la “grande piramide” alta circa 140 metri di altezza, costata oltre 30 anni di lavori e sei milioni e mezzo di blocchi di pietra.

La piramide di Cheope pone infatti le basi di questo articolo, la sua struttura magnifica ed enorme, è teatro al suo interno di un gran numero di cunicoli e un corridoio centrale molto lungo, piena di stanze e aree nascoste, e realizzata in modo quasi perfetto; i suoi lati sono orientati a nord e la sua base è un quadrato perfetto, una perfezione e correttezza di progettazione che per l’epoca ci sembrano impossibili.

Come ho citato prima, le piramidi sono costruite come monumento funerario per onorare il defunto, la prima volta che fu violata circa nell’820 d.C. dagli operai del califfo al-Ma’mun non fu trovato nulla al suo interno. La mancanza di un sarcofago e in generale degli elementi funebri ha dato vita a al proliferare di varie teorie, una delle più conosciute, che la grande piramide fosse stata costruita dagli alieni e che fosse per loro un vero e proprio punto di riferimento per il loro atterraggio; in particolare questa teoria vale la pena approfondirla in quanto due studiosi Robert bAuval e Adran Gilbert sostengono che le tre piramidi della piana di Giza sono disposte in modo perpendicolare alle 3 stelle della cintura di Orione; ad avvalorare questa teoria, i due scienziati sostengono che i cunicoli all’interno della grande piramide disposti in modo così particolare sembrano facciano riferimento a particolari riferimento astronomici, e proprio per questo, i cunicoli all’interno sono così tanti e disposti in tal modo.

Altri sostengono che la grande piramide sia l’esempio perfetto della vastissima conoscenza matematica di cui erano dotati gli egiziani e che le loro conoscenze siano culminate con la scoperta del reale valore di “pi”.

Un’altra teoria legata alle leggi dello spazio tempo, vuole che la grande piramide coi sui cunicoli rappresenti le varie linee temporali e le intersezioni i vari eventi culminanti, come leggete però siamo entrati nel campo della speculazione e abbiamo lasciato le solide fondamenta della storia e dei fatti.

In ogni caso ne converrete con me è un luogo magico e che non smette di stupire, per quanto sia uno dei luoghi più studiati ed esplorati del nostro pianeta non smette di affascinare con le sue continue scoperte, nel 1954 fu ritrovata una barca al suo interno, che probabilmente aveva il compito di aiutare spiritualmente il defunto nel suo viaggio verso l’oltretomba, purtroppo la reticenza del governo egizio all’utilizzo di tecniche più avanzate non ha permesso ad oggi l’esplorazione completa della piramide che rimane ancora un mistero.

Questo contribuisce alla creazione di falsi miti e leggende di cospirazioni e falsi all’ interno della piramide. In conclusione dopo questo viaggio nell’antico egizio all’interno di queste enigmatiche piramidi ci ritroviamo affascinati ed incuriositi ancor più di prima da questo mistero che accompagna l’umanità, qualcosa di fuggevole spirituale e bellissimo che ci osserva dalle dune del deserto.

 

 

Fonte per le foto: Pixabay

 

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