Il sogno di tutti gli aspiranti Indiana Jones è quello di trovare un tesoro. Ne esistono tanti, sparsi in tutto il mondo, scomparsi e costantemente ricercati, ma di certo farlo non è un’impresa così semplice, spesso mettersi sulle loro tracce richiede un impegno lungo e oneroso in termini economici e di tempo e, a volte, le ricerche si rivelano del tutto infruttuose e molti degli splendidi tesori del mondo restano nel luogo dove i lori proprietari li hanno lasciati. Oggi noi cercheremo di darvi qualche informazione in più sui tesori più grandi e ricchi che aspettano solo che qualcuno li riporti alla luce.
Partiamo dal tesoro per eccellenza, quello su cui tanto si è discusso e che è stato maggiormente frutto delle fantasie dei cacciatori di tesori, scrittori e registi: il tesoro dei Templari. L’ordine dei cavalieri Templari venne formato nel 1114 d.C. e si dice che nel corso dei secoli, fino alla loro scomparsa nel XIV secolo, abbiano accumulato delle enormi ricchezze che non sono mai state ritrovate. Bisogna partire dall’anno 70 d.C. quando i romani assaltarono il Tempio di Salomone, in Terra Santa, con l’intento di saccheggiarlo, ma alcuni sacerdoti che erano stati avvertiti del pericolo imminente, nascosero nei sotterranei del tempio un tesoro dal valore inestimabile, composto da importanti reliquie sacre, come l’Arca dell’Alleanza, la Vera Croce, la Sindone, il Graal, la Menorah (il candeliere a sette braccia completamente d’oro) e anche suppellettili, vasi d’oro, ma soprattutto antichi documenti che rivelavano segreti iniziatici destinati a pochi eletti, che né i romani né nessun altro riuscirono mai a ritrovare. Alcuni di questi sacerdoti riuscirono a sfuggire alla strage perpetrata dalle truppe romane, partendo per l’Europa. Con il passare del tempo “il segreto del Tempio” venne tramandato da padre in figlio e coloro che lo custodivano formarono una specie di confraternita che venne chiamata “Rex Deus”. Questa organizzazione, da cui hanno origine i primi Templari, celò il segreto per secoli, finché non colse l’occasione di tornare in Terra Santa a riprendersi ciò che era loro, con la Prima Crociata. Ma che fine ha fatto il tesoro?
Nell’ottobre del 1307, Filippo il Bello, re di Francia, durante il pontificato di Papa Clemente V, diede l’ordine di arrestare e sterminare tutti i Cavalieri Templari di Francia, con l’accusa di Eresia, ma non riuscì a mettere le mani sul tesoro. I Cavalieri potrebbero essere stati informati in tempo dell’imminente agguato ed avrebbero così messo in salvo il loro tesoro, ma sulla sua destinazione ci sono diverse ipotesi: verso Ovest, precisamente verso il porto di La Rochelle, dove era ancorata la maggior parte della flotta templare, e poi verso l’America, poiché si pensa che i Templari avessero scoperto l’America molto prima di Colombo (ma di questo ci occuperemo un’altra volta); o verso l’Italia, nei sotterranei dell’Abbazia Cistercense di Valvisciolo, in provincia di Latina, che pare fosse una sede templare; o in Francia, in una zona che si trova nella Champagne francese, la terra di Hugues de Payns, il primo Gran Maestro dei Templari, e dove San Bernardo fece costruire la sua Abbazia di Clairvaux, roccaforte sapienziale Templare.
Spostiamoci di quasi quattro secoli, in America: cosa c’è di più affascinante di un tesoro sepolto in qualche isola perduta nell’oceano da un pirata? William Kidd viene impiccato nel 1701 con l’accusa di pirateria. Con la sua morte comincia il mistero di un immenso tesoro nascosto in un’isola segreta che alimenta i sogni di tanti avventurieri.
È l’epoca del fruttuoso commercio messo in piedi grazie alla Compagnia Orientale delle Indie, ma i pirati che attaccano le navi inglesi mettono in crisi i commerci e Kidd, che all’epoca lavorava per una cooperazione di ricchi aristocratici e mercanti inglesi, viene incaricato dalle autorità britanniche a dare la caccia ai pirati, non come ufficiale della Marina, ma da corsaro. Il corsaro ha una nave e un equipaggio con il permesso, la cosiddetta lettera di còrsa, firmata da re Guglielmo III, per razziare navi mercantili nemiche. Gli viene affidata una potente nave dotata di 34 cannoni: la Adventure Galley. All’epoca l’Inghilterra è in guerra con la Francia, quindi Kidd e i suoi uomini possono catturare i mercantili francesi. Ma con il tempo al capitano e al suo equipaggio non bastano più soltanto le navi nemiche e cominciano ad assaltare indiscriminatamente qualsiasi nave gli si presenti a tiro, riuscendo così a mettere da parte una fortuna incredibile. Tornato in America viene arrestato, rimandato in Inghilterra e lì processato: il processo dura tre anni, durante i quali prova in ogni modo ad uscire di prigione, arrivando ad offrire al Governatore di New York parte del bottino nascosto, equivalente a circa due milioni di sterline di oggi, in cambio della propria liberazione. Lord Bellomont incassa la somma, ma per Kidd non c’è scampo: viene impiccato il 9 maggio del 1701. Prima di morire, Kidd gioca invano la sua ultima carta con una lettera al governo in cui propone di barattare la sua libertà in cambio della seconda parte del tesoro: le restanti centomila sterline. Da ciò possiamo immaginare quanto ricco fosse in suo tesoro, frutto di anni e anni di razzie nei mari di tutto il mondo. Si dice che il suo bottino sia parzialmente sepolto nei pressi del fiume Connecticut, negli Stati Uniti, ma il grosso del suo meraviglioso tesoro sarebbe nascosto in un’isola disabitata tra il Mare della Cina e le isole dei Caraibi. Molti avventurieri hanno tentato di scoprire le coordinate di quest’isola, ma invano, almeno per adesso, infatti la caccia è ancora aperta e il mito del tesoro del Capitano Kidd sembra non volgere al tramonto.
Infine un altro ambitissimo e mai ritrovato tesoro, molto più recente è quello del gangster Schultz, all’anagrafe Arthur Flegenheimer, che negli anni 20 e 30 mise a ferro e fuoco mezza New York. Nel corso della sua carriera di spietato criminale accumulò un vero e proprio tesoro, guadagni provenienti dal controllo di numerosi rackets, dalle lotterie clandestine, dalla prostituzione, dai night club, dalle scommesse sui cavalli, diventando il padrone di diverse banche, grattacieli e di due case cinematografiche. Dutch Schultz, soprannominato “The King of New York”, era uno psicopatico, cambiava continuamente e sparava come pochi sanno fare. Il governo americano tentò diverse volte di processarlo e di rinchiuderlo in galera, ma senza successo, un po’ per la furbizia di Schultz, un po’ perché la polizia preferì puntare sulla cattura di Al Capone, ma temendo di finire in galera, Schultz si rese conto che doveva nascondere parte della sua fortuna per quando sarebbe stato rilasciato. Prese quindi 7 milioni di dollari e li seppellì in un posto segreto a New York. Le sole due persone a conoscenza dell’esatta località erano Schultz stesso e la sua guardia del corpo, ma vennero entrambi assassinati da bande criminali rivali prima di finire in prigione. Quei milioni, dunque, giacciono ancora nascosti da qualche parte nella Grande Mela, e qualcuno ha azzardato proprio sotto qualche panchina di Central Park.
Questi tre tesori sono solo alcuni dei più ricchi e affascinanti, infatti, il mondo è pieno di tesori dall’esistenza storicamente provata che nessuno, per ora, è riuscito a trovare. Quindi non siate scettici e cominciate a rispolverare mappe, cappelli alla Indiana Jones e metal detector!

Fonte per le foto: Pixabay

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