La Repubblica di Yakutia si trova nella Russia nord-orientale ed è conosciuta anche come il luogo più freddo del pianeta Terra. Questa regione è famosa per una serie di antichi ed irrisolti misteri e perché è una delle zone più remote e meno esplorate al mondo. Privo di qualsiasi tipo di strada, il territorio è in gran parte coperto da una fitta foresta, con numerosi alberi sradicati e vaste paludi.
Nei pressi del fiume Viliuy c’è una zona molto difficile da raggiungere, un luogo che porta i segni di un cataclisma, forse naturale, avvenuto migliaia di anni fa, che ha sradicato quasi l’intera foresta, spargendo frammenti di roccia per centinaia di chilometri quadrati: il nome antico di questa zona è Uliuiu Cherkechekh che si traduce nella lingua del posto come Valle della Morte.
Secondo i racconti dei locali, chi si avventura in questa particolare zona della Siberia può incontrare nel suo cammino strane ed innaturali strutture metalliche a forma di cupola chiamate Olgius, che nulla hanno a che fare con la vegetazione locale, risultando assolutamente fuori posto. Queste strane cupole sono situate in profondità nel terreno ed è impossibile riuscire a tirarle fuori di lì, né tantomeno prelevarne anche un piccolo campione per analizzarlo, in quanto il materiale di cui sono costituite (che all’apparenza sembra rame) è praticamente indistruttibile.
Alcune di queste cupole hanno un’apertura sulla parte superiore, con una scala a chiocciola che conduce fino a una galleria circolare con diverse camere interne. Chi ha avuto il coraggio di entrare racconta che nonostante fuori ci fossero 40° gradi sotto zero, all’interno si percepisce del calore la cui provenienza resta sconosciuta.
Le leggende fanno risalire la loro costruzione ai demoni della taiga, Niurgun Bootur e Tong Duurai.
Gli abitanti del posto evitano accuratamente di passare lì vicino o di stazionare nei pressi di queste cupole per molto tempo perché sostengono abbiano un’influenza altamente negativa su tutto ciò che le circonda.
A confermare questa teoria ci sono molte testimonianze: nel 1947 Mikhail Koretsky di Vladivostok stava attraversando la valle della morte alla ricerca di oro e s’imbatté nelle Olgius. Koretsky e i suoi amici trascorsero la notte in una di esse e, benché quella notte non successe nulla di particolare, nei giorni a seguire uno dei suoi compagni si trovò a perdere quasi tutti i capelli, mentre Koretsky stesso sviluppò due piccole pustole sulla guancia che non si sono mai più rimarginate. Nel 1971, un vecchio cacciatore, raccontò che dentro una di queste cupole aveva notato i corpi di strani esseri con un occhio solo, vestiti con una sorta di costume di ferro, ma nessuna delle autorità diede credito al suo racconto. Nel 2006 il ricercatore Ivan Mackerle insieme a un team di scienziati, viaggiò fino alla Valle della Morte per cercare di localizzare quegli strani oggetti metallici. Quando i componenti del team esplorarono la zona, sentirono un insolito rumore metallico sotto i lori piedi, scavando riuscirono ad arrivare, sotto lo strato di terreno, alle cupole. Andando avanti con le ricerche, con dei macchinari sofisticati registrarono delle forti variazioni elettromagnetiche, ma prima che potessero esplorare il sito ulteriormente, i membri del gruppo improvvisamente cominciarono ad avvertire forti emicranie accompagnate da nausea e disorientamento, sintomi simili a quelli descritti nelle leggende locali. In particolare Mackerle non riusciva più a camminare né a deglutire e aveva le pupille dilatate. Quando tornò a casa e si fece visitare, non venne trovata nessuna causa organica per quei sintomi.
Ma cosa potrebbe spiegare questa sorta di reazione tossica? Cosa sono queste strane cupole e a cosa servono?
Gli ufologi russi hanno proposto due teorie sulle cupole della Valle della Morte. La prima ipotesi è che le cupole possano essere i rottami di un’antica astronave distrutta in un incidente o in una battaglia aerea. La seconda ipotesi, avanzata dal ricercatore russo Valery Uvarov è decisamente più intrigante e afferma che le misteriose Olgius possano essere un’antica arma costruita dagli extraterrestri per proteggere il nostro pianeta da eventuali pericoli esterni, tipo meteoriti o forze aliene ostili.
Questo sistema di difesa, composto da numerose cupole interrate, sarebbe collegato ad una centrale elettrica costruita nelle profondità del suolo e capace di operare automaticamente, proteggendo la Terra dalle minacce cosmiche. Uvarov è convinto che il sistema di difesa extraterrestre sia entrato in funzione tre volte negli ultimi cento anni: nel 1908 abbattendo il famoso meteorite di Tunguska; nel 1984 distruggendo il bolide di Chulym, penetrato nell’atmosfera fino all’altezza di circa 100 chilometri e, più di recente, il meteorite Vitim nel 2002. Qualcuno ipotizza che il sistema sia entrato in funzione una quarta volta per scongiurare un impatto che poteva essere catastrofico: ossia la Meteora di Čeljabinsk esplosa nei cieli Russi il 15 febbraio del 2013.
Che la storia di queste cupole sia affascinante è innegabile, ma resta il timore per i danni che possono arrecare all’uomo. Ci troviamo di fronte quindi all’ennesima conferma che la terra sia stata visitata da degli antichi astronauti extraterrestri migliaia di anni fa? Il mistero è ancora fitto e non accenna a risolversi.

Fonte per le foto: National Geographic

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