Nel precedente articolo abbiamo parlato dei Misteri Eleusini e abbiamo analizzato la dimensione dei riti misterici in generale, in questo articolo ci concentreremo su un particolare tipo di misteri: i cosiddetti riti orfici.

Prima di cominciare è  doveroso fare una premessa: uno dei concetti principali e che li differenzia da quelli Eleusini è la possibilità  per gli adepti di raggiungere la salvezza (intesa come possibilità di ritornare sulla terra dopo la morte) che veniva concessa solo a patto di acquisire determinate conoscenze e adottare determinati comportamenti di tipo morale.

I misteri orfici devono il loro nome al mitico cantore Orfeo che secondo il mito aveva in sposa la ninfa Euridice. Orfeo non era il solo ad amarla: c’era anche Aristeo e un giorno Euridice, mentre correva per sfuggire a questo innamorato sgradito, venne morsa da un serpente nascosto tra l’erba alta, morendo all’istante. Orfeo deciso a riprenderla, era sceso nell’Ade. Grazie alla sua musica era riuscito a commuovere tutti: Caronte lo aveva traghettato sull’altra riva dello Stige; Cerbero, l’orribile cane con tre teste, non aveva abbaiato; le Erinni, terribili dee infernali, si erano messe a piangere. I tormenti dei dannati erano cessati  e ogni creatura, compresi il dio Ade e sua moglie Persefone, avevano avuto pietà per la triste storia dei due innamorati. Così Ade concesse ad Orfeo di riportare Euridice con sé, ma a un patto: Euridice lo avrebbe seguito lungo la strada buia degli inferi ma lui non avrebbe dovuto mai voltarsi a guardarla prima di arrivare nel mondo dei vivi. I due innamorati avevano iniziato la salita: Orfeo avanti con la sua lira, poi Euridice avvolta in un velo bianco e infine Hermes, che doveva controllare che tutto si svolgesse come voleva Ade. I due erano ormai vicini alla superficie terrestre quando Orfeo temendo di perderla e preso dal forte desiderio di vederla si voltò. La donna fu subito risucchiata, malgrado tentasse di afferrargli le mani non afferrò altro che aria sfuggente. Il tentativo di liberare la moglie Euridice dal mondo degli Inferi era fallito. Vagando senza sosta e senza pace tra i monti della Tracia, Orfeo ormai senza speranza alcuna fu successivamente ucciso da una schiera di baccanti in preda al furore orgiastico.

I seguaci dei misteri orfici svilupparono una teoria complessa ed articolata la quale apriva agli uomini la possibilità di una rinascita dopo la morte. Poiché tale rinascita non poteva avvenire solamente con le conoscenze apprese dopo l’iniziazione e le pratiche rituali, implicava anche l’osservanza di precise norme etiche e per facilitare lo stile di vita che questo mito incarnava, gli adepti erano soliti riunirsi in comunità impegnate nella realizzazione di un determinato stile di vita indispensabile per il conseguimento della salvezza dopo la morte.

Secondo gli Orfici in ogni uomo abitava un demone “decaduto”( o meglio indebolito) nei corpi mortali che aveva perso le sue caratteristiche originali. In pratica il demone si trovava imprigionato e lo scopo della vita, almeno secondo il loro credo, era  liberare dal corpo questa componente divina.

La liberazione del demone poteva avvenire solo in base all’acquisizione di determinate conoscenze e rituali ben precise. Tra i comportamenti da adottare per soddisfare tali rituali vi era il compimento di azioni malvagie e la rinuncia a tutti i piaceri positivi del mondo. Poiché non era semplice soddisfare i precetti di questa determinata religione, il demone doveva reincarnarsi più e più volte di uomo in uomo, prima di  poter essere completamente liberato dalle sue spoglie mortali.  Il demone in questo ciclo di reincarnazioni era costretto a volte a reincarnarsi in animali la cui indole ricordava il tipo di vita che aveva condotto nella precedente esistenza.

Il merito di questa particolare e insolita dottrina è quello di aver sviluppato e soddisfatto le esigenze religiose di dualità del popolo greco . L’orfismo propose infatti una nuova visione tutta nuova  fondata sulla dualità dell’individuo, un concetto estraneo all’antica  tradizione arcaica greca.Questo dualismo di cui vi ho parlato considerava la condizione terrestre come conflittuale e negativa.

Filosoficamente  i misteri orfici offrirono un grandissimo contributo in quanto si cominciano a delineare in forma primitiva alcuni tipi di  dualismo (anima-corpo, spirito-materia, ragione-istinto, etc.) che assumeranno un’importanza fondamentale nello sviluppo del pensiero filosofico occidentale e moderno.

 

Fonte per le immagini: Wikipedia, Wikimedia

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