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Uno dei reperti che da anni fa discutere gli appassionati dell’archeologia misteriosa è sicuramente il bassorilievo di Dendara. Il tempio tolemaico di “Hathor” a Dendera è uno dei meglio conservati in Egitto e ospita due importanti bassorilievi. Il primo è una celebre raffigurazione dello Zodiaco, il secondo è diventato negli anni molto più famoso proprio per le sue rappresentazioni particolari e dal dubbio significato.

Il bassorilievo raffigura infatti alcuni sacerdoti che reggono quelle che potrebbero sembrare delle grosse lampade ad incandescenza o, secondo interpretazioni ancora più colorite (ma altrettanto improbabili), dei “tubi di Crookes” per l’emissione di raggi X. Le “lampade” poggiano perfino su oggetti che ricordano i moderni isolatori per alta tensione.

L’oggetto ondulato che si vede all’interno sarebbe una sorta di filo conduttore, simile a quello che si trova oggi nelle moderne lampadine, il tutto attorno a un cosiddetto involucro di protezione.

Se ci soffermiamo ad osservare la rappresentazione nell’insieme, sembra davvero che siano raffigurati due strumenti simili a lampade adibite a qualche  funzione.

Molte congetture e teorie sono state formulate sulla tecnologia degli antichi egizi, anche che avessero scoperto la corrente elettrica, ma ciò non ci è dato a sapersi.

Un anacronistico trasformatore elettrico? Le Lampade di Dendera sono state ri-scoperte?

Può ad esempio l’azione di un comunissimo acido debole, come succo d’uva fermentato o succo di limone, su due metalli, come Rame e Ferro (i cui effetti sono già stati spiegati nell’articolo della “pila di Baghdad”) giustificare e dimostrare la conoscenza dell’elettricità da parte degli egizi?

Nessuno può darci una risposta ma dobbiamo attendere il XVIII secolo quando Alessandro Volta scoprì lo stesso principio fisico per cercare di comprendere e formulare una risposta.

Lampade di Dendera: un ricordo cancellato?

Sono convinto che in passato le grandi civiltà fossero dotate di conoscenze a noi momentaneamente sconosciute. La domanda che mi pongo è : se davvero gli antichi egizi avevano scoperto l’elettricità  perchè noi non ne sappiamo nulla? Pratiche segrete? Conoscenze nascoste? Abbiamo aspettato quasi 18 secoli prima che Nikola Tesla padre della moderna energia elettrica ci donasse il fuoco “moderno”, mi chiedo se nella repentina evoluzione e cambiamento che caratterizza il genere umano non abbiamo semplicemente perso la conoscenza dell’elettricità. Chi di voi saprebbe ancora eseguire, con carta e penna, una qualsiasi ‘radice quadrata’ o un calcolo di integrali, dopo l’avvento delle calcolatrici digitali che forniscono il risultato premendo un semplice tasto? Se per assurdo venissero distrutte, davvero poche persone riuscirebbero ad eseguirla! Chi saprebbe costruire una rudimentale radio senza le conoscenze di elettrotecnica necessarie? Nessuna forse la risposta al nostro quesito!

Qualcosa che non va c’è e salta subito all’occhio!

Non è tutto oro quello che luccica, e ovviamente qualche falla c’è o avremmo facilmente trovato la soluzione. Se il bassorilievo si riferisce ad oggetti reali, che senso hanno le lampadine di quelle dimensioni? E perché poggiare l’ampolla, presumibilmente di un materiale isolante su un altro isolatore? In effetti, come succede per molte di queste raffigurazioni “impossibili” non possiamo fornire una risposta chiara e definitiva. È necessario tanto buonsenso e capire cosa c’è di sbagliato e cosa non. La risposta si trova a metà come sempre tra sogno e realtà.

Fonte per le immagini: Wikipedia, Wikimedia

 

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