Ci sono luoghi in Italia dove la razionalità si perde e subentra il mistero, luoghi che affascinano e suscitano meraviglia, luoghi magici, dove la consapevolezza della realtà materiale lascia spazio al dubbio, all’ipotesi che esista qualcosa al di là della normale esperienza sensoriale.
Uno tra questi è Torino, ritenuta una “città magica”, tanto che sembrerebbe essere un vero e proprio “luogo di potere”, una sorta di nodo energetico. In particolare, si dice che Torino nasconda nel sottosuolo tre grotte alchemiche, che potrebbero essere tre “Portali interdimensionali” (cioè che possono collegarci ad altre dimensioni) e che oltre ad essere delle fonti energetiche ed esoteriche potentissime, custodirebbero al loro interno la famosa “pietra filosofale”. Ma andiamo per gradi.
Torino è da sempre considerata una “città magica”. Gli amanti dell’esoterismo da sempre la includono nel cosiddetto “triangolo bianco”, insieme alle città di Praga e Lione, poiché si pensa sia un crocevia di magia bianca, ma non solo, anche la magia nera è presente in questa splendida città che, insieme a Londra e San Francisco, è parte di un altro triangolo: quello della magia nera. Il vertice torinese del triangolo nero sarebbe il centro esatto di Piazza Statuto, costruita sulla cima di un’antica necropoli romana, anticamente detta Val Occisorum, cioè il luogo dove venivano processati e giustiziati i prigionieri. Il polo del triangolo bianco si troverebbe invece in Piazza Vittorio. Probabilmente la fama di queste città è stata alimentata dalle frequentazioni, tra il quindicesimo e il diciassettesimo secolo, di personaggi ritenuti celebri maghi, astrologhi o alchimisti come Paracelso (Theophrastus Bombastus von Hohenheim, 1493-1541), Nostradamus, (Michel de Nostredame, 1503-1566), il conte di Saint German (1712-1784) e Cagliostro (Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Balsamo, 1743-1795).
Ma ad accrescere il fascino di Torino, in particolare, contribuisce la storia (per alcuni solo una leggenda) delle tre “grotte alchemiche” che percorrono il suo sottosuolo, ritenute luoghi di massima concentrazione di energia, dove i pensieri dell’inconscio umano, comprese le paure, possono essere materializzate. Si tratta di veri e propri tunnel che coinciderebbero con la comprovata esistenza di piccoli tratti di antichi passaggi sotterranei sotto il centro storico di Torino, fatti costruire principalmente da e per antichi componenti di Casa Savoia, già a partire dal XIV-XV secolo.
Dove siano realmente ubicate le Grotte rimane un segreto, ma gli occultisti ritengono che si accedesse a questi luoghi proibiti dalla cripta della SS. Annunziata e dai sotterranei di Palazzo Madama e qualcuno ha anche azzardato che il mistero della loro ubicazione sarebbe conosciuto da sole tre persone in tutta Europa. In effetti sono moltissime le leggende che ne parlano, arrivando a descrivere anche molti particolari, come ad esempio, la prima grotta-tunnel, situata nei sotterranei del Palazzo Reale di Torino, sarebbe larga quanto una carrozza, permettendo così un collegamento segreto per i vari sovrani sabaudi che, dalla loro residenza raggiungevano amanti e spie, fin verso il lontano Castello di Rivoli, posto più a occidente, e a questa, sotto Palazzo Madama, avrebbe avuto accesso addirittura anche Emanuele Filiberto. La seconda grotta invece, collegherebbe l’antica Porta Fibellona, fino alla Chiesa della S.S. Annunziata, e fu costruita probabilmente per fini più strategico-militari, ma per alcuni, essa proseguirebbe a oriente addirittura fin sotto il fiume Po, per giungere nei sotterranei della Chiesa della Gran Madre, dove sarebbe esistito un antico culto egizio dedicato a Iside. Mentre la terza grotta sarebbe inespugnabile e nota soltanto a pochissimi al mondo, e conserverebbe la cosiddetta “pietra filosofale”, nascosta lì, secondo la leggenda dal grande mago Apolonnio di Tyana, esperto conoscitore dell’arte occulta dei talismani. Sembra che la pietra filosofale fosse molto ambita e molto ricercata in quanto dotata di tre proprietà straordinarie: la prima era quella di produrre l’elisir di lunga vita in grado di conferire l’immortalità, la seconda di far acquisire una conoscenza assoluta del passato e del futuro, del bene e del male e la terza consisteva nella possibilità infine di trasformare in oro tutti gli altri i metalli.
Le tre grotte sono considerate dei veri e propri luoghi di potere, luoghi in cui si può passare da una dimensione corporea, che noi ben conosciamo, ad una sconosciuta, probabilmente immateriale, un mondo parallelo mai esplorato, forse il mondo del pensiero o quello che c’è oltre la morte. Inoltre, in base a delle testimonianze (non accertabili) di esperti dell’esoterismo, solo da due grotte sarebbe possibile fare ritorno, infatti la prima grotta pare nasconda una dimensione molto simile alla nostra, legata quindi alle leggi della fisica. Nella seconda invece, come se fosse un grado intermedio, aumenta il senso di immaterialità e si distacca dal mondo fisico. Mentre dalla terza, alchimisti ed esoterici sostengono che non si possa più uscire, probabilmente si finisce in un altro mondo e non si può più tornare. Si muore? Si finisce solo in un’altra dimensione? Cosa succede all’anima? Ancora un mistero senza risposta, ma una cosa è certa: il fascino misterioso di Torino è destinato a rimanere immutato nei secoli anche grazie alle sue leggende che paiono avere comunque un qualche fondamento di verità.

 

Fonte per le foto: Wikipedia, Wikimedia

 

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