Esistono realtà parallele? E si può viaggiare attraverso questi mondi? Moltissimi fisici dell’ultimo secolo hanno fatto di queste domande il fulcro delle loro scienza. Nel 1895 lo scrittore e psicologo americano William James coniò il termine di “Multiverso”, concetto ripreso da tantissimi studiosi come Borges, Leinster, e già anticipato da diversi filosofi greci, Copernico e Giordano Bruno. Ma a rendere questo concetto una vera e propria teoria fisica ci pensò Hugh Everett nel 1957. Semplificando, in base alla teoria del Multiverso esisterebbero una pluralità di universi paralleli, al punto che ogni decisione che ciascuno di noi prende in questo mondo ne creerebbe di nuovi.
Ma i fisici che hanno teorizzato e sostenuto questa teoria concordano nell’affermare che è impossibile viaggiare attraverso questi universi paralleli. Ma allora l’uomo che sosteneva di venire da Taured, da dove veniva veramente?
La storia dell’uomo di Taured inizia in modo del tutto particolare in una calda giornata di luglio nel 1954. All’aeroporto di Haneda, l’aeroporto internazionale di Tokyo. Lì arriva un uomo descritto come caucasico e vestito in modo del tutto normale, ma la cosa che fa restare basiti gli agenti è il paese di origine segnato sul passaporto, infatti l’uomo proviene da un paese chiamato Taured. Il passaporto sembra originale, tranne per il fatto che non esiste nessun paese chiamato Taured, almeno nella nostra dimensione. Inoltre il passaporto riporta i timbri di entrata ed uscita da aeroporti di tutto il mondo, comprese alcune visite precedenti a Tokyo.
L’uomo viene interrogato e alla richiesta d’indicare sulla mappa il suo paese d’origine, indica il Principato di Andorra, ma improvvisamente diventa incerto e confuso perché sostiene di non aver mai sentito parlare di Andorra e non comprende perché la sua patria, Taured, non è indicata sulla mappa.
I funzionari della dogana lo perquisiscono e lo trovano in possesso di denaro di valute europee diverse, inoltre parla fluentemente il francese e comprende molte altre lingue, compreso il giapponese.
Il caso è a dir poco strano: viene portato in un albergo locale per guadagnare tempo e cercare di risolvere questo mistero. Lo sistemano in una stanza, piantonata da due guardie e cominciano le ricerche.
L’azienda di cui l’uomo sosteneva essere dipendente, provandolo anche con molti documenti ufficiali, sosteneva di non conoscerlo e l’hotel in cui aveva effettuato una prenotazione, affermava di non aver mai sentito parlare di lui e di non sapere chi fosse. Per di più i funzionari della società a Tokyo, con cui l’uomo affermava convintamente di avere intrattenuto rapporti affaristici e di cui conosceva particolari noti davvero solo a pochi, negarono di conoscerlo. Il mistero s’infittisce, ma è solo l’inizio.
Infatti la mattina seguente, quando la polizia lo andò a prendere, ebbe una strana sorpresa: la stanza era vuota. Ma com’era possibile che fosse sparito nel nulla? La stanza era sorvegliata a vista da due agenti, l’unica finestra della stanza era a strapiombo su un cortile interno e non c’erano sporgenze che potevano averlo aiutato nella fuga, in più la stanza era in perfetto ordine e gli agenti durante la notte non avevano udito alcun rumore. Che sia sparito nel nulla?
Nessuno lo ha mai più rivisto, e nessuno ha mai capito dove fosse realmente questo fantomatico paese chiamato Taured. Può essere stata solo la fantasia di un uomo che ha voluto prendere in giro molte persone (anche se la sparizione è davvero strana)? O si tratta di un viaggiatore che per circostanze che non sappiamo e che probabilmente non sapremo mai, si sia perso nell’intricato labirinto degli universi paralleli?
La storia è anche il centro della narrazione del libro ” The Directory of Possibilities“, di Colin Wilson e John Grant del 1982.

 

Fonte per le foto: Pixabay

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