Secondo la teoria dell’evoluzione di Darwin, la selezione naturale e le mutazioni genetiche hanno prodotto le differenti specie, che hanno vissuto o vivono nel pianeta e hanno aiutato ogni singola creatura ad adattarsi all’ambiente che cambiava.
Ma cosa innesca le mutazioni del genoma? Esse possono essere spontanee o indotte: le prime avvengono senza una causa e sono caratterizzate da errori nella codifica del DNA, le seconde invece sono causate dalla esposizione all’ambiente esterno.
Oggi noi ci chiederemo se è possibile che una delle cause di una specifica mutazione genetica sia un terremoto? Un importante studio a riguardo è stato effettuato proprio in Italia, da tre ricercatori della Banca del cordone ombelicale di Sciacca, in Sicilia. Essi ipotizzano che il terremoto che rase al suolo Reggio Calabria e Messina nel 1908, abbia portato degli sconvolgimenti non solo tangibili, ma anche a livello del patrimonio genetico degli abitanti dello Stretto, andando a modificare la frequenza del DR11, una componente del DNA.

Il colpevole di questa mutazione si pensa possa essere il radon, un gas dell’uranio presente in alcune rocce e che potrebbe essersi sprigionato dal sottosuolo a causa dei movimenti tellurici.
Dopo più di 100 anni dal disastroso terremoto, questi ricercatori hanno scoperto che, attualmente, la molecola di DR11 è presente nel 50% degli abitanti di quella zona, a fronte di uno scarso 40% negli abitanti del resto dell’isola e della Calabria, incremento riconducibile alla radioattività del radon.
Secondo quando affermano i ricercatori, il DR11 sarebbe aumentato in quest’area come una sorta di difesa per proteggersi dal tumore al polmone che avrebbe dovuto avere un’incidenza particolare nella zona a causa dell’emissione della grande quantità di radon.
La mortalità in Sicilia e in Calabria a causa del tumore polmonare è di 84 casi su 100000 abitanti, mentre nel solo territorio dello Stretto cala fino a 74 casi su 100000 abitanti, quanto invece, elaborando i dati, dovrebbero essere più di 110 a causa dell’elevatissimo tasso di radioattività in quest’area rispetto al resto del territorio.


Quindi non solo non c’è stato un aumento delle malattie polmonari, ma pare che vi sia una maggiore immunità a questo tipo di tumori. Tutto ciò può essere dovuto a un effetto protettivo del DR11?
Gli studiosi ne sono convinti e sostengono a riprova di ciò che l’ambiente e il DNA siano continuamente in comunicazione, adattandosi l’uno all’altro per neutralizzare le minacce insidiose per la sopravvivenza della specie.ù

Fonte per le immagini: Pixabay

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