Guaritore, politico arrivista o impostore? Chi era davvero Rasputin? A grandi linee conosciamo un po’ tutti la sua storia: uomo di umili origini, nato in Siberia, ma con la volontà di restare a titolo d’onore nella storia, diventa il consigliere dello zar Nicola II e l’uomo più importante di tutta la Russia dei primi del Novecento.
Infatti dopo aver messo su famiglia, si allontana dal suo paese d’origine, si unisce a una setta di eretici che praticavano riti sessuali scandalosi in nome della redenzione, passa un anno presso il convento di Verchoturje e viaggia per tutta la Russia a piedi, vivendo di elemosina. Dopo aver avuto diverse apparizioni della Madonna, torna al suo villaggio natale dove costruisce una chiesa personale.
Da quel momento in poi comincia la scalata sociale di Rasputin. Vengono da tutta la ragione per conoscerlo e parlargli. La sua fama arriva a San Pietroburgo dove lo zar e consorte cercano disperatamente una cura per l’emofilia del piccolo Alessio. Dopo la visita di Rasputin i sintomi della malattia del bambino si attutiscono notevolmente. A corte viene immediatamente visto come un guaritore prodigioso che opera attraverso le preghiere e l’ipnosi, in realtà la sua fortuna fu quella di interrompere la somministrazione dell’aspirina che veniva data al piccolo per combattere i dolori, con la conseguenza di rendere il sangue più fluido e causare così continue emorragie.
Inoltre la sua influenza sulla famiglia reale crebbe quando, in più occasioni, Alessio ebbe delle ricadute della malattia e Rasputin, che era tornato nel suo paese, affermò che sarebbe stato in grado di curarlo anche a distanza. Non sappiamo se effettivamente ciò sia vero, a causa anche dell’assoluta incoerenza scientifica, ma sta di fatto che nel giro di poche ore il bambino migliorò davvero. Tante sono le ipotesi che mirano a spiegare questi avvenimenti: dal magnetismo, all’ipnosi a distanza, alle incessanti preghiere, dai complotti che accusavano Rasputin di drogare il bambino, o più semplicemente al puro caso.
In poco tempo diventa il più fidato dei consiglieri dello zar, l’amico più fedele della zarina Alessandra e il più odiato personaggio da parte della nobiltà russa, della casta militare e di buona parte della popolazione.
Veniva accusato di manipolare i membri della famiglia reale. Questo pensiero comune toccò l’apice quando in seguito dello scoppio della seconda guerra mondiale, prese posizioni pacifiste e lottò affinché la Russia non scendesse assolutamente in guerra, tanto da arrivare a manovrare la zarina Alessandra affinchè ritirasse le truppe dal fronte.
Furono proprio i suoi giochi di potere a causare la sua fine. Mentre lo zar era al fronte, il primo ministro russo tenta di allontanare Rasputin in tutti i modi dalla corte, arrivando anche ad offrirgli una somma di denaro allucinante, e ci riesce dopo poco, accusandolo di corruzione e cacciandolo dal palazzo reale.
Ma tutti i nemici sono d’accordo sul fatto che non basta cacciarlo, bisogna toglierlo di mezzo.
Era già scampato a molti attentati alla sua persona, alcune volte in modo davvero curioso e misterioso.
Ma la notte fra il 16 ed il 17 dicembre 1916 vede Rasputin vittima di un’imboscata. Attirato nella casa di un aristocratico, Jusupov, viene prima avvelenato con del cianuro e poi, visto che dopo molte ore non dava segni di avvelenamento, colpito con una pistola al cuore. Ma nonostante l’avvelenamento e il proiettile nel cuore, Rasputin riesce a riprendersi e prova a fuggire. I congiurati sbalorditi dall’incredibile resistenza dell’uomo, decidono di picchiarlo ferocemente e infine lo gettano in un canale ghiacciato.
Il corpo riemerge due giorni dopo. Sottoposto ad autopsia non si troverà traccia del veleno e si riscontrerà che era ancora vivo quando fu gettato in acqua.
Tanto mistero attorno a questa figura, forse alimentato dalla superstizione e dall’arretratezza culturale della Russia di inizio secolo. Ma sta di fatto che è riuscito nel suo intento di restare un grande nome nel novero della storia moderna e che la sua personalità e il suo carisma restano tutt’ora ineguagliabili.

 

Fonte per le foto: Wikimedia, Wikipedia

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here