A scuola abbiamo imparato che, contrariamente a quanto sostenevano gli antichi, prima della rivoluzione copernicana, il pianeta Terra non è fermo al centro dell’universo, ma bensì si muove e compie addirittura due movimenti o moti, quello di rotazione (su sé stesso, attorno al proprio asse) e quello di rivoluzione (attorno al sole).Gli imponenti studi di astrofisica e fisica delle orbite hanno permesso a noi di comprendere la precisione con cui questi movimenti avvengono: anche un piccolissimo intoppo causerebbe delle reazioni a cascata con conseguenze inimmaginabili.
Nel corso dei millenni però qualcosa è cambiato, gradualmente e costantemente: la Terra sta rallentando il suo moto di rotazione, che la porta a ruotare su sé stessa procedendo in direzione antioraria (e quindi da ovest verso est). L’alternarsi del dì e della notte sono dovuti proprio a questo movimento. La rotazione terrestre ha una durata pari a 23 ore, 56 minuti e 4 secondi: in questo lasso di tempo quindi il nostro pianeta compie un intero giro intorno al proprio asse.
Nel passato la rotazione terrestre era molto più rapida, e sta continuando a rallentare. Quali sono le cause? E quali le conseguenze? È plausibile che in futuro la Terra arrivi ad essere completamente ferma?
Le prove scientifiche di questo fenomeno arrivano da uno studio dell’Osservatorio Reale di Greenwich che attraverso studi approfonditi sulla meccanica orbitale e gravitazionale, e attraverso la misurazione diretta dei giorni e grazie all’uso di orologi atomici estremamente precisi, ha appurato che un giorno è attualmente 1.7 millisecondi più lungo rispetto ad un secolo fa. È stato scoperto che addirittura nei primi momenti della formazione della Terra il giorno era lungo solo 6 ore e all’epoca dei dinosauri la durata di un giorno era di 23 ore.
La causa di ciò è attribuibile alla Luna, il nostro satellite, grande 3474 km di diametro e distante in media 384.400 km dalla Terra, che orbita intorno al nostro pianeta da miliardi di anni. I due corpi si attraggono gravitazionalmente e questo porta alla comparsa di alcuni fenomeni, come ad esempio le maree, oltre ad un trasferimento di energia tra i due corpi celesti che porta ad un allontanamento della Luna rispetto alla Terra ed un rallentamento della rotazione terrestre. La Luna recede circa 4 cm ogni anno dal nostro pianeta, e questo aumenta il tempo della sua orbita e quindi la durata di un mese, ma toglie anche energia all’energia alla rotazione terrestre, che quindi porta ad un rallentamento del nostro pianeta.
Anche altri fenomeni contribuiscono alla modulazione della velocità di rotazione della Terra: ad esempio, il terremoto del 2004 nell’Oceano Indiano ha causato un aumento della rotazione terrestre di ben 3 microsecondi, influenzando il momento inerziale della Terra. Un altro fenomeno che influisce notevolmente è il massiccio scioglimento dei ghiacci che sta cambiando la distribuzione delle masse sulla Terra e quindi anche il momento inerziale, influenzando così la rotazione.
Anche altri pianeti stanno affrontando lo stesso fenomeno, come Nettuno e la sua luna Tritone che, al contrario della nostra luna, si sta avvicinando al pianeta, ciò avviene poiché Tritone orbita intorno a Nettuno in senso antiorario, quindi l’energia trasferita lo fa cadere verso il pianeta invece che allontanarlo.
Le conseguenze di questo rallentamento non sono visibili per noi, eccetto, secondo alcuni studiosi, un leggerissimo incremento del numero totale dei terremoti in un anno. Ma tra miliardi di anni, è estremamente probabile che, continuando la Terra a rallentare il suo movimento, un giorno terrestre ed un mese avranno la stessa esatta durata: 47 giorni, e se la Terra e la Luna saranno ancora presenti, il nostro satellite sarà distante dalla Terra del 135% in più rispetto ad oggi, con la probabile scomparsa del fenomeno delle maree.

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