La magia del Natale sta chiusa tutta in una notte, la notte in cui tutto il male del mondo dovrebbe scomparire per lasciare spazio all’amore e alla pace, la notte dove tutto è possibile, anche consegnare 700 milioni di regali a tutti i bambini del mondo, con solo una slitta trainata da renne e un nonnino cicciottello che difficilmente entrerebbe in un comignolo. Sembra impossibile, e a rigore di logica lo è, ma la scienza viene in soccorso di Babbo Natale: la fisica aiuterà il bambino che è dentro ognuno di noi a crederci di nuovo o a confermare quello a cui in fondo non abbiamo mai smesso di credere?

Ebbene si, la teoria della relatività di Einstein potrebbe spiegare il mistero che si cela dietro a questa magica notte e dietro al sogno di tutti i bimbi, ricevere il regalo tanto desiderato da Babbo Natale.
La signora Katy Sheen, fisica dell’università inglese dell’Exeter, si è adoperata per dare una spiegazione scientifica a questo “mistero” natalizio.
Secondo la sua teoria, elaborata per essere presentata ai bambini al Festival della scienza del Natale, Santa Claus e le sue renne sfrecciano per il mondo ad una velocità tale (secondo la teoria della relatività) da restringersi, consentendo a Babbo Natale e al suo grosso sacco carico di doni di calarsi agilmente nel camino. La Sheen ha calcolato che Santa Claus e le sue renne devono viaggiare a circa 10 milioni di chilometri l’ora per consegnare i regali a tutti i bambini la notte di Natale nell’arco di 31 ore (se si considerano i diversi fusi orari di tutti i paesi del mondo). Questa velocità potrebbe, secondo la ricercatrice, avere l’effetto di fargli cambiare colore del vestito, dal rosso al verde, e, aumentando ancora, arrivare a farlo scomparire del tutto. La variazione cromatica sarebbe dovuta all’effetto Doppler: le onde luminose, a una velocità tale, rimbalzando su di lui finiscono ‘schiacciate’. L’effetto Doppler spiega anche il motivo per cui i bambini non possono sentire l’arrivo di Babbo Natale. Man mano che Santa Claus e la sua slitta si avvicinano, il suono delle campanelle e il suo profondo “oh, oh, oh” raggiungono gradualmente toni sempre più alti per poi diventare completamente ‘muti’, quando la voce arriva a spostamenti che sono oltre la portata dell’udito umano.
Qualche bimbo riferisce invece di aver sentito semplicemente un botto nella notte di Natale: ecco, per la scienziata potrebbero essere le renne che rompono il muro del suono producendo un “boato sonico”.
«Se è lui a portare i regali ai bambini – dichiara la Sheen, citata dal ‘Telegraph’ – allora viaggia per forza a 10 milioni di chilometri l’ora e oltre. E quando si inizia ad andare così veloce accadono cose strane: prima di tutto il tempo rallenta e poi Santa Claus viene schiacciato, il che significa che può “agilmente” scendere giù per un camino».
La teoria della relatività, usata per dare un fondamento scientifico a questo mistero, spiega anche il motivo per cui Babbo Natale sembra non invecchiare mai. Succede perché la relatività può ‘rallentare gli orologi’, cioè interviene la cosiddetta dilatazione del tempo che si verifica quando il tempo accelera rispetto all’osservatore. Quindi, se Santa Claus viaggia così veloce dovrebbe invecchiare più lentamente rispetto a qualcuno che si muove a una velocità normale.
Chissà che questa spiegazione scientifica sia davvero la risposta ai nostri dubbi sul perché non possiamo né udire né vedere Babbo Natale e al fatto che riesca a consegnare in tempo tutti quei regali. Non lo possiamo sapere con certezza, ma credo che in fondo un po’ tutti ci speriamo. La magia è la speranza di un mondo più bello e Santa Claus contribuisce a farci immaginare un mondo migliore. Almeno per una notte l’anno concediamoci un pizzico di magia, speranza e illusione che tutto ciò possa esistere davvero.
Con questo bel proposito lo staff di Grandi Misteri vi augura un Natale sereno e magico, pieno di bellezza.

Fonte per le immagini: Pixaba24

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