Probabilmente molti di voi ricorderanno il film cult anni 80 intitolato “Stargate” un film che è entrato nell’immaginario collettivo e nella storia dei film di fantascienza creando un vero e proprio universo costellato da serie TV, gadget e tanto altro materiale ma soprattutto idee legate al concetto di portali per viaggiare nello spazio o addirittura nel tempo. Ma cos’è lo stargate e perché affascina così tante persone?

L’idea che attira di questo fenomeno è quello del viaggio nello spazio, l’esplorazione dell’universo, così fugace ed ingannevole, ma soprattutto inesplorato, che desta in noi tanta meraviglia e sgomento per i suoi fenomeni così spettacolari. Basti pensare alle comete, alle cinture d’asteroidi, alla bellezza delle galassie osservate al telescopio, alle grandi domande come “c’è vita oltre il genere umano nell’universo?” “Siamo soli?”. Insieme creano una condizione di stupore e grandezza tali da farci sentire inermi di fronte a tale maestosità.

Il punto è, potremo mai esplorarlo da vicino, raggiungere le stelle più remote e i pianeti più simili alla nostra terra e dare risposta ai nostri quesiti?

Una domanda che pone molteplici risposte e purtroppo è anche la domanda che si pongono da anni gli scienziati. La stessa NASA con il programma Discovery attraverso la sonda Keppler sta tentando un approccio esplorativo alla ricerca di pianeti simili alla terra, ma ricordiamo che una sonda che viaggia nello spazio è ben diversa da un’astronave con un equipaggio che attraversa l’universo. Attualmente anche con il mezzo più veloce e potente che abbiamo a disposizione nel nostro pianeta non raggiungeremmo la nostra stella più vicina (in questo caso Proxima Centauri) se non dopo 42.000 anni, ne converrete con me che a questo punto il viaggio e l’esplorazione spaziale così come la immaginiamo nella fantascienza è un concetto da eliminare.

A questo punto si palesa a noi, tra i meandri dimenticati delle costruzioni storiche e mitologiche antiche, le porte stellari; delle costruzioni gigantesche ed imponenti, che avrebbero la funzione di farci attraversare l’universo da un punto all’altro in pochissimo tempo.

Di queste fantomatiche costruzioni, di dimensioni imponenti, non esistono prove tangibili che siano davvero dei portali per i viaggi spaziali, anche se le antiche civiltà che si sono sviluppate nei pressi di questi antichissimi monumenti ne erano fermamente convinte. Credevano infatti che fossero dei portali con cui gli alieni (che le prime civiltà umane avevano identificato come divinità) si spostavano dal loro luogo di origine fino alla “colonia” terra, per facilitare quindi il viaggio e raggiungere istantaneamente il nostro pianeta. Questa idea delle porte stellari è ripresa da numerose culture sparse in tutto il globo ed in epoche diverse. Ma mentre di alcune non se ne hanno completamente traccia poiché sono state ovviamente occultate o distrutte per impedire ai non iniziati l’utilizzo di questi portali, per altri invece è facile collocarli nel globo; le più importanti e maestose le possiamo trovare in Iraq, in Perù ed in Bolivia.

In Iraq la porta stellare è datata circa 6000 anni fa, un‘età in cui la civiltà sumera arrivò a raggiungere il suo massimo splendore dal punto di vista tecnologico, politico, idraulico e introdusse anche numerose invenzioni fondamentali per l’uomo moderno come i calendari i codici ed ordinamenti ma anche sviluppi sulle leggi matematiche e la letteratura e molto altro; molti asseriscono in modo quasi speculativo che i sumeri fossero arrivati ad una tale innovazione (ricordiamo che nessun popolo fino a quel momento aveva raggiunto un livello così alto in 200.000 anni d’evoluzione)  grazie all’influenza di una civiltà aliena nota come gli “Annunaki”; inoltre un altro indizio sulla loro natura aliena è dato dal fatto che i sumeri definivano questa antica civiltà nella loro lingua come “colore che caddero dai cieli o grandi dei”.

In Bolivia invece, veniva chiamata la “Porta del sole”, datata oltre 2000 anni prima dell’avvento della civiltà Inca ed è stata ricavata da un unico masso sul quale vennero scolpiti numerosi rilievi raffiguranti rituali e formule, si è successivamente scoperto che questa determinata porta stellare non fungeva solo da stargate ma anche come macchina solare per sfruttare l’energia ricavata dal sole e dalle stelle e come mezzo di comunicazioni per le civiltà che stanno dall’altra parte del portale.

Al contrario in Perù veniva chiamata “Puerta de Hayu Marka” ovvero porta degli dei, un gigantesco portale scavato completamente in una roccia di granito rossa da una civiltà pre-Inca ad oltre 4000 metri di altitudine; la leggenda narra di un sacerdote Inca inseguito dai conquistadores spagnoli che ha trovato la salvezza proprio attraversando questo portale, lasciando sgomenti gli spagnoli che lo videro scomparire nel nulla.

Per quanto riguarda le moderne porte stellari, secondo alcune fonti non confermate, anche Adolf Hitler ne fu ossessionato ed in particolare era affascinato dai racconti provenienti dall’isola greca di Thule di cui gli antichi scrittori greci Pitea e Diogene avevano lasciato testimonianza.

Hitler era talmente ossessionato da questi racconti dei portali che avrebbe fatto costruire una base militare in Svezia ove conduceva strani esperimenti sulle porte stellari e su aerei che si spostavano a velocità impressionanti; ad oggi però niente è stato mai confermato. Alcuni sostenitori, anche se pensiamo si basino su delle speculazioni, sostengono che dopo la seconda guerra mondiale con la vittoria degli alleati la base fosse stata perlustrata e vi fossero state ritrovate tracce di esperimenti, strumenti e tecnologie avveniristiche che furono portati via e confiscati.

Questi fantomatici portali collegavano quindi un punto all’altro dell’universo ma fisicamente è possibile realizzare una tale ed immensa impresa o è solo frutta della fantascienza o meglio della primitiva cultura delle civiltà terresti dell’epoca?

A questa domanda molti scienziati hanno cercato di dare risposta in particolare spiccano le teorie di due scienziati: Miguel Alcubierre, e Sergey Krasnikov.

Alcubierre sviluppo la sua teoria secondo il principio fisico della teoria della relatività generale che nessun corpo può viaggiare più veloce della luce, ma nulla impedisce che lo spazio stesso si dilati a una velocità qualsiasi maggiore della luce, quindi possiamo utilizzare una contrazione dello spazio tempo secondo le sue teorie per viaggiare in modo iperveloce utilizzando una distorsione locale dello spazio-tempo, che produrrà un’espansione dietro la navicella spaziale e un’opposta contrazione davanti ad essa. In questo modo la nave spaziale sarà spinta via dalla Terra e attirata dallo spazio-tempo stesso verso una stella distante. La teoria proposta però fu presentata alla comunità scientifica e benché fosse valida venne smontata su più punti dato che presentava alcune problematiche primo per esempio il problema carburante, o il fatto di non poter inviare comandi, ricordiamo però che in linea teorica l’idea proposta rimane valida e a riprenderla fu nel 1995 fu Krasnikov che introdusse l’idea del tubo di Krasnikov ovvero riuscire a creare una curvatura nello spazio dietro alla nostra ipotetica navicella spaziale che viaggerebbe alla velocità della luce (verso una stella o qualche sistema di pianeti) che la riporti indietro esattamente nello stesso punto della sua partenza, a prescindere dalla distanza; sfruttando l’energia negativa prodotta nel viaggio d’andata che formerebbe come una rotaia e quindi un tubo attraverso il quale la navicella può passare.

Alla luce di questa spiegazione è facile notare che per progettare questi portali, gli alieni o gli dei o qualunque creatura fosse, dovevano aver raggiunto la terra ancora prima con mezzi di altro tipo e successivamente e probabilmente se crediamo a queste speculazioni avrebbero utilizzato i portali per spostarsi da un luogo all’altro o da una dimensione all’altra; di certo comunque la tecnologia che dovevano possedere doveva essere avanzatissima molto oltre i nostri standard attuali.

Il mistero non sembra avere una spiegazione e la domanda rimane, le testimonianze sono innegabili ma la veridicità della loro funzione non può essere accertata quindi siamo davanti ad un altro mistero irrisolto.

 

Fonte per le foto: Wikipedia, Wikimedia

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