Probabilmente tutti gli uomini che vivono vicino al mare hanno sentito i racconti dei vecchi marinai che affermano di aver visto o addirittura essere stati attaccati da un mostro marino, che sia un pesce enorme, o un cefalopode gigante, nessuno sfugge alle storie di questi vecchi lupi di mare. Grazie anche alla famosissima saga targata Disney dei Pirati dei Caraibi conosciamo più o meno tutti la storia del Kraken e dell’Olandese Volante, una leggenda che è divenuto un vero e proprio mito nei mari del nord. Il Kraken nasce come concretizzazione di tutte le leggende e racconti che provengono da uomini di mare che affermano di aver visto questo mostro leggendario di dimensioni enormi, simile ad una piovra o per essere più precisi ad un cefalopode, munito di tentacoli così grandi da poter tranquillamente distruggere un’intera nave.

La prima citazione del Kraken avviene da parte di Olao Magno e Conrad Gessner che non lo definirono Kraken ma comunque parlarono di argomenti simili e di creature molto simili. Olao Magno, ad esempio, nella sua opera Storia dei popoli settentrionali, menziona vari mostri che vivrebbero al largo delle coste norvegesi, fra cui un “enorme serpente di 60 metri e pesci “stimati della specie delle balene”, con spine, corna e occhi rossi. Alcune fonti considerano addirittura come prima menzione della bestia quella di Plinio il Vecchio, che cita un “albero” che cresce sott’acqua nell’oceano, interpretato da alcuni come un riferimento ad un mostro tentacolato o ad una grande medusa come una nave portoghese. Attorno al Kraken si raccoglierebbero tipicamente grandi banchi di pesci, quindi i pescatori locali avrebbero imparato a individuare e sfruttare la presenza della bestia per riempire le reti; non si tratterebbe di una creatura ostile, e la principale fonte di pericolo sarebbe rappresentata dalle forti onde e dai potenti gorghi che causerebbe emergendo o inabissandosi. Un prete di Bodsen racconta che nel 1680 un giovane esemplare di kraken sarebbe rimasto intrappolato, morendo, fra le rocce del fiordo di Ulvangen, presso Alstahaug, e la sua carcassa in putrefazione, emanando un odore insopportabile, avrebbe costretto la gente locale ad evitare la zona racconto simile viene riportato anche in The Naturalist’s Library, secondo cui un Kraken morto sarebbe stato trascinato dalle onde fino all’imboccatura di una grotta a Meikle Roe (Shetland). La figura del Kraken si è ben attestata nel folclore, nella letteratura e nel cinema; raffigurato generalmente come polpo, calamaro o seppia gigante, o comunque come un mostro dotato di molti tentacoli, è sovente rappresentato come una creatura ostile, sia come bestia malevolmente avversa all’uomo, sia come incarnazione della forza aggressiva e primordiale della natura, risvegliata dagli eccessi scientifici o esplorativi dell’uomo.

La sua figura è particolarmente popolare in letteratura del ventesimo secolo; appare infatti in romanzi di Walter Scott e Thomas Love Peacock, nonché in una poesia giovanile di Alfred Tennyson, The Kraken, dove la creatura è descritta come un mostro addormentato, destinato a riemergere alla fine del mondo. Altre piovre giganti (non definite “kraken”, però) appaiono in diverse opere letterarie, come Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, Moby Dick di Herman Melville e I lavoratori del mare di Victor Hugo. Per quanto riguarda i fumetti, questa creatura compare ad esempio in Kraken, una serie spagnola di Antonio Segura e Jordi Bernet, dove è rappresentata come un mostro simile a una piovra che abita nei sotterranei di una metropoli del futuro, e nei fumetti Marvel della serie di Namor, dove un kraken è al servizio di un avversario dell’eroe chiamato proprio Comandante Kraken. In ambito cinematografico si ricorda invece la serie Pirati dei Caraibi (in particolare La maledizione del forziere fantasma, 2006, e Ai confini del mondo, 2007), dove il kraken viene comandato da Davy Jones, e Scontro di titani (1981) con il suo remake Scontro tra titani (2010), dove la frase di Zeus “Libera il kraken!” ha dato vita a una serie di Internet meme di una certa popolarità.

 

 

Fonte per le foto: Wikipedia, Wikimedia

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