Il triangolo delle Bermuda o il triangolo maledetto è una zona dell’oceano Atlantico molto vasta; i vertici di quel triangolo immaginario toccano: a nord la costa dell’arcipelago delle Bermuda, a sud l’isola di Porto Rico e a ovest la penisola della Florida.
Dal 1800 in poi si sono verificati in quest’area numerosi episodi di sparizioni di navi e aeri, in situazioni misteriose e in modo molto anomalo, ma le stranezze di questo fantomatico triangolo non sono realmente collocabili soltanto negli ultimi due secoli, semplicemente soltanto adesso abbiamo la possibilità di raccogliere testimonianze e di accedere a registri e a scatole nere. A conferma di ciò abbiamo anche la testimonianza di Cristoforo Colombo che già nel 1492, aveva annotato nel suo diario di bordo che durante il passaggio in quest’area si erano verificati dei problemi con la bussola e aveva potuto osservare strani fenomeni metereologici.
La fama e il mistero sono aumentati esponenzialmente, diventando un vero caso internazionale dal 1974, quando Charles Berlitz scrisse il libro “Bermuda, il triangolo maledetto”,  nel quale l’autore afferma che le numerose sparizioni di navi ed aerei in quell’area siano state causate da strane energie e forse anche dagli alieni.
I casi più famosi che hanno gettato un’ombra quasi macabra su quest’area sono quella della nave Mercantile Rosalie che nel 1840 era partita dall’Europa e diretta nei Carabi, passò il triangolo maledetto e fu ritrovata senza equipaggio ma in perfetto ordine; nella stiva non mancava nulla, le scialuppe erano al loro posto, e l’unico essere vivente ancora presente era un canarino nella sua gabbia; o l’incidente del 1945 di 5 caccia americani che sorvolando questa zona, inviarono un messaggio comunicando che gli strumenti di bordo erano impazziti; dalla torre di controllo la visibilità e le condizioni risultavano perfette, ma il messaggio del capitano Stivers recitava: “Non sappiamo più dov’ è l’ ovest…è tutto così strano…l ‘oceano non è più come dovrebbe essere…voliamo su acqua bianca…”; vennero inviati subito i soccorsi con l’idrovolante Martin Mariner, ma anche questo scomparve come gli altri. Praticamente 6 aerei, 10 uomini dei caccia e 13 membri dell’idrovolante di soccorso risultarono dispersi; o ancora la scomparsa dell’aereo C-119 dell’Air Force nel 1965 senza apparenti ragioni dopo che il comandante, in tono tranquillo, lancia un messaggio incomprensibile: «Roger. Miami overseas, 6567». Ancor più strano è il fatto che il messaggio, piuttosto che venire captato dalla torre di controllo di riferimento di Miami, viene ricevuto da New York, a 1.300 miglia di distanza.
Non mancano diverse teorie cospirazioniste sul Triangolo delle Bermuda: alcuni sostengono sia una zona controllata dagli alieni, che hanno scelto quell’area come territorio di volo o come sede di una loro fantomatica area sottomarina; secondo altri, la regione sarebbe in realtà un enorme portale spazio-temporale, una distorsione dello spazio-tempo che conduce in un’altra epoca e in un altro luogo. Altre teorie affascinanti ma con pochissimi riscontri, parlano di singolari strutture architettoniche nei fondali, addirittura delle piramidi di vetro o cristallo, forse il continente di Atlantide che, secondo la leggenda, era pervasa da una fortissima energia magnetica, che potrebbe aver causato i problemi di cui sopra.
Più verosimili le spiegazioni scientifiche. Si potrebbe trattare infatti di una forte concentrazione di nubi esagonali, capaci di produrre vere e proprie ”bombe d’aria” e che darebbero vita a venti che soffiano a oltre 170 miglia orarie in grado di creare onde enormi, ribaltare navi o far precipitare aerei.
Secondo un’equipe di ricercatori americani le cause di queste stranissime sparizioni sarebbero delle bolle di gas metano create da giacimenti sul fondo del mare; queste bolle, risalendo rapidamente, colpiscono le navi di passaggio compromettendo la navigabilità o affondandole.

Ad oggi le misteriose sparizioni sono oltre 70, tra cui una cinquantina di navi e una ventina di aerei, in realtà, il numero di incidenti non è esagerato se confrontato al numero di incidenti in altre zone ad alta densità di traffico aeronavale, ma sono le modalità con cui questi incidenti avvengono a fare notizie e a suscitare perplessità e interrogativi che restano ancora insoluti.

Fonte per l’immagine: Wikimedia, Wikipedia

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